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Scozia settentrionale: weekend a Inverness e tour giornaliero delle Isole Orcadi

Scozia settentrionale: weekend a Inverness e tour giornaliero delle Isole Orcadi


Il soggiorno ad Edimburgo sta quasi per terminare e così decido di dedicare l’ultimo weekend per un viaggio nella Scozia settentrionale arrivando a Inverness e da lì fino alle isole Orcadi. Ho escluso di affittare la macchina per svariati motivi (primo fra tutti non avevo con me la patente!) affidandomi così ai mezzi di trasporto pubblici.

 

Come raggiungere Inverness da Edimburgo

La scelta è quindi ricaduta tra treno e autobus: per quanto riguarda la durata degli spostamenti i due mezzi si equivalevano (avrei forse risparmiato un’ora con il treno ma con 1-2 cambi da fare, quindi c’era il rischio di perdere le coincidenze), tuttavia i prezzi degli autobus erano decisamente convenienti così alla fine ho optato per viaggiare con Citylink partendo dalla stazione principale di Edimburgo, situata nella New Town vicino a St. Andrew square, fino a Inverness, la capitale delle Highlands.

Il viaggio, durato circa 3 ore e mezza, è stato comfortevole con sedili puliti e larghi, dotati pure di presa di corrente (ricordatevi l’adattatore!). Punto di arrivo a Inverness è la stazione degli autobus, che si trova in un piazzale distante meno di 5 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria.

 

Ma perché Inverness?

Il mio obiettivo principale era visitare le Isole Orcadi. Purtroppo potevo muovermi da Edimburgo solo a partire dal venerdì pomeriggio per poi rientrare al massimo la domenica sera: quindi, considerando le distanze, il tempo necessario per raggiungere la destinazione tramite mezzi pubblici ed i prezzi, alla fine ho potuto dedicare solo il sabato per l’escursione sull’isola. Ho poi cercato su internet delle agenzie che organizzassero dei tour giornalieri e, dopo qualche tentativo a vuoto, sono finito sul sito di GetYourGuide  dove ho trovato un’escursione giornaliera nelle Orcadi viaggiando in autobus.

Scozia settentrionale: in viaggio verso Inverness

Cosa vedere ad Inverness

La cittadina, capitale delle Highlands, è nota soprattutto per la sua vicinanza a Loch Ness ed è perfetta come punto di partenza per escursioni giornaliere e concedersi il lusso di una crociera sul lago alla ricerca di Nessie (biglietto acquistabile online).

Proprio l’omonimo fiume la divide in due parti ed è sul lato destro che si trovano le principali attrazioni. Sul lato opposto merita una visita soltanto la Cattedrale Episcopale di St. Andrews, la cui costruzione fu interrotta nel 1869 per mancanza di soldi. Dalla Chiesa si può poi giungere all’altra parte della città passando per Young Street ed il ponte che congiunge le due rive.
Scozia settentrionale: il lungofiume Ness di Inverness
Nel mentre, lo sguardo si sposta verso l’alto seguendo il profilo della costa per ammirare il Castello che svetta sulla città. Come già detto, è da questa parte che si trova il centro storico di Inverness, con le cose da vedere e le stazioni degli autobus e dei treni che la collegano con le altre località scozzesi.

Lasciandosi alla spalle proprio queste due stazioni si attraversa Church Street, la via più antica della città che arriva fino a Castle Road, la strada in salita che porta al Castello. Oggi tale costruzione è sede del Tribunale distrettuale e pertanto non è aperta al pubblico. Tuttavia consiglio di arrivarci poiché davanti ci sono i giardini ed un piazzale da cui è possibile ammirare tutta Inverness ed il fiume che la attraversa. Purtroppo la pioggia che nel frattempo si era fatta più intensa ha “bagnato” il giro ma fortunatamente ho avuto poi modo di rifarmi il sabato sera. Il Castello che domina su Inverness

Church Street e le altre vie nelle vicinanze, per esempio Drummond Street, Union Street e Bridge Street sono ricche di negozi, ristoranti e centri commerciali.

Ps: ho notato che la porta di casa dell’alloggio è sempre rimasta aperta di giorno e anche di sera, almeno fino alle 23, si vede che i ladri non passano da Inverness… beati i suoi abitanti!

 

In viaggio nella Scozia settentrionale: da Inverness a John O’ Groats e le isole Orcadi

Il tour parte alle 7:15 dal piazzale degli autobus, tuttavia bisogna trovarsi lì almeno un quarto d’ora prima per sbrigare la pratica del check-in. Prima ancora che arrivasse il mezzo, una ragazza della compagnia mi ha cambiato la prenotazione cartacea con il biglietto valido per tutta la giornata comprendente pure il traghetto.

Sono partito in orario e in circa 3 ore ho raggiunto John O’ Groats, piccolo villaggio situato nella punta nord-est della Scozia (la città più settentrionale è Thurso) da dove partono i traghetti diretti verso le Orcadi. Non c’è molto da vedere nella zona, si tratta infatti di un complesso di palazzine con negozi, biglietterie e ufficio turistico.

Invece, caratteristico e oggetto di foto ricordo è il palo con segnate le distanze (in miglia) rispetto ad alcune località nel mondo. Il nostro traghetto è attraccato in leggero ritardo e così siam partiti alle 10:45 invece che alle 10:30. La traversata è durata 40 minuti ed è stata tranquilla, a parte un po’ di vento e la temperatura decisamente bassa per essere ad agosto, con la possibilità di immortalare, se abbastanza fortunati, le foche.

Scozia settentrionale: fermata a John O' Groats

Tour giornaliero delle isole Orcadi

Arrivo a Burwick, sulle Orcadi, e l’autobus della compagnia è pronto per portarci alla scoperta dell’isola. Purtroppo inizia anche a piovere e la pioggia mi accompagnerà tutto il giorno, o meglio fino al momento dell’imbarco per tornare a John O’ Groats. Ciò che mi colpisce da subito è la natura che domina incontrastata: verde, verde e ancora verde! Solo mucche e capre interrompono questa routine. Di case invece se ne vedono a fatica, non a caso l’intero arcipelago ospita circa 20.000 abitanti ed il capoluogo Kirkwall conta più o meno 7.000 persone.

 

Le Churchill Barriers e Scapa Flow

Con l’autobus passiamo sopra le Churchill Barriers, sbarramenti militari voluti da Churchill durante il secondo conflitto mondiale per difendere la base della Royal Navy all’interno della baia di Scapa Flow. Furono innalzate in seguito all’attacco di un sottomarino tedesco che era riuscito a penetrare dentro la base inglese affondando la sua nave principale e causando più di 800 morti. Dopo l’ultima barriera si vede sulla destra la Italian Chapel, la Cappella degli Italiani, che visiteremo nel pomeriggio.

 

Kirkwall, il capoluogo delle Orcadi

Tappa successiva è la cittadina di Kirkwall, dove abbiamo un’ora e mezza di tempo per pranzare e visitare la Cattedrale, contenente al suo interno una lapide in ricordo dei soldati britannici caduti durante le guerre mondiali. Piccola curiosità: è in questa località che si trova la distilleria di whisky più settentrionale del mondo, la Highland Park Distillery, fondata nel 1798. Devo essere sincero ammettendo che secondo me la sosta è stata sin troppo lunga, perché Kirkwall è sì carina però non offre niente di particolare ed imperdibile.

Scozia settentrionale: visita di Kirkwall e della sua Cattedrale

Visita di Skara Brae

Prima meta del pomeriggio è Skara Brae. Si tratta di un grande ed affascinante insediamento in pietra del periodo Neolitico (primo in Europa) contenente 10 abitazioni risalenti approssimativamente al periodo 3100-2500 AC. Il sito è talmente ben conservato che è stato dichiarato patrimonio UNESCO dell’umanità. Con il biglietto del tour si ha compreso:

  • l’ingresso al piccolo ma interessante museo in cui viene spiegata la funzione del villaggio ed altri aspetti della vita dell’epoca come alimentazione, abbigliamento, attività e tempo libero;
  • la visita di una casa preistorica ricostruita fedelmente;
  • l’accesso al sito storico (facendo attenzione a non uscire dal percorso tracciato evitando così di danneggiare il luogo);
  • durante il periodo estivo si può vedere internamente anche Skaill House, posta nelle vicinanze del sito storico, dove ha vissuto lo scopritore di Skara Brae.

La visita è durata un’oretta circa, vedendo tutto anche se purtroppo un po’ di fretta.
Sono rimasto veramente colpito da tale sito archeologico perché mai mi sarei aspettato di poter ammirare degli edifici e dei resti così datati conservati però talmente bene da sembrare di recente costruzione: durante l’intera permanenza all’interno di un luogo di questo tipo è stato inevitabile anche viaggiare con la mente, cercando di immaginare la vita di quel periodo immedesimandomi nei suoi abitanti. Consiglio vivamente a tutti di fare questa tappa!

Il biglietto costa £7.50 per un adulto, £4.50 per un bambino dai 5-15 anni. Invece, l’ingresso è gratuito se avete acquistato l’Historic Scotland Explorer Pass, il pass turistico che consente l’accesso a 77 siti storici sparsi in tutta Scozia.

Scozia settentrionale: visita al sito storico di Skara Brae alle isole Orcadi

The Ring of Brodgar

Lasciato alle spalle questo sito storico siamo giunti al Cerchio di Brodgar, un agglomerato di pietre del Neolitico: anche questo complesso rientra nel patrimonio UNESCO dell’umanità. Sembra che la sua costruzione risalga attono al 2500 AC, per cui precede di poco il più famoso sito di Stonehenge. La funzione è tuttora ignota, pare però che servisse da luogo funerario.

Avendo visto entrambe le attrazioni è inevitabile un confronto: Stonehenge sicuramente si presenta più maestoso per la struttura e per il colpo d’occhio che regala, allo stesso modo gode di maggiore celebrità ed anche per questo si paga un biglietto d’ingresso piuttosto caro; a Brodgar invece l’accesso è libero e basta lasciare la macchina nel parcheggio distante qualche centinaia di metri dal sito.

Ho preferito, seppur di poco, il complesso delle Orcadi rispetto a quello inglese per il fatto che l’ho potuto ammirare con più tranquillità, senza la calca di turisti che invade Stonehenge, facendo sì che l’atmosfera fosse più “raccolta” e adatta alle caratteristiche del luogo. Infatti girare tra ogni masso nell’assoluto silenzio è qualcosa d’impressionante, da pelle d’oca.

Scozia settentrionale: visita al Cerchio di Brodgar nelle Orcadi

La Italian Chapel

Dopo questa visita siamo tornati sulla via del ritorno, fermandoci come promesso alla Cappella degli Italiani, anche se solamente per 10 minuti (assoluta ingiustizia!). Questa Cappella fu innalzata dai prigionieri italiani che rimasero sull’isola durante la seconda guerra mondiale nel periodo ’42-’45, dopo che essi stessi ultimarono la costruzione delle Churchill Barriers. La cappella è composta da due baracche Nissen mentre l’interno è coperto dal cartongesso, con l’altare e le balaustre costruite con lo stesso calcestruzzo usato per le Churchill Barriers. Sul piazzale antistante si trova un palo con il tricolore appeso e la statua di San Giorgio voluta dai detenuti come simbolo di pace.

Di tutti i luoghi che ho visto, questo è quello che sicuramente fa meditare di più. Infatti è impressionante ammirare un luogo così posto nelle vicinanze delle barriere volute da Churchill per difesa dai violenti attacchi bellici tedeschi. Le dimensioni raccolte dell’edificio aumentano poi il senso di armonia, il bisogno di un rifugio di meditazione di cui sicuramente i prigionieri necessitavano durante un periodo così complicato. Non ultimo la bellezza architettonica, sia esterna che interna, tipicamente italiana che stacca in maniera netta dallo stile anglosassone. Per tutti questi aspetti, è stato davvero un peccato sostarvi solo una decina di minuti!
Scozia settentrionale: la Cappella degli Italiani nelle isole Orcadi
Tornati in autobus ci dirigiamo al piccolo porto per prendere il traghetto che ci avrebbe riportati a John O’ Groats. E, manco a farlo apposta, ha smesso di piovere ed è uscito un pallido sole.
Una volta terminata la traversata, il pullman ci attende pronto per fare ritorno a Inverness. Il sole e il paesaggio quasi incontaminato delle Highlands accompagnano i miei pensieri durante tutto il viaggio di ritorno.


Di ritorno a Inverness proveniendo da John O' Groats

Arrivo a Inverness verso le 21 ma non ho voglia di andare subito al B&B e raggiungo il castello per vedere il sole tramontare sulla città, cercando di catturare e memorizzare quante più immagini e sensazioni possibili. Sarebbe stato il mio ultimo sabato scozzese e per un bel po’ non avrei più rivisto dei panorami così.

 

Impressioni su Inverness e sul tour delle isole Orcadi

Organizzando il mio viaggio in solitaria nella Scozia settentrionale avevo scelto Inverness senza particolari aspettative, invece mi ha piacevolmente sorpreso. Sebbene non vanti un patrimonio storico-artistico particolarmente eccelso, tuttavia, per dirla alla british, it’s enjoyable e vi si può trascorrere volentieri un weekend (l’articolo completo è disponibile a questo link!).
E la vista che si può godere dal Castello è fantastica, con il mare del Nord da un lato e le Highlands dall’altro.

Per non parlare della gente: gentile e sempre con il sorriso pronto, disponibile ad aiutarmi ed a ripetere più volte in caso non comprendessi qualcosa. D’altronde ciò non mi ha sorpreso affatto perché per tutto il tempo che sono stato in Scozia per le ultime due estati (12 settimane) non ho mai incontrato un autoctono maleducato ma anzi, tutti si sono sempre mostrati educati e amichevoli.
Scozia settentrionale: tramonto sul fiume Ness a Inverness
Per quel che riguarda il tour delle isole Orcadi, non essendo la prima esperienza di questo tipo, sapevo già a cosa sarei andato incontro: orari rigidi, “scaletta” da seguire e quindi attrazioni viste abbastanza fretta. Nelle altre occasioni ciò non ha dato nessun problema, anzi, mi sono trovato sempre bene ed ho potuto ammirare molte cose. Anche in questo caso il tutto è stato rispettato, però secondo me in maniera esagerata.

Infatti, mentre le altre volte ho incontrato una guida di viaggio simpatica che spiegava con passione i luoghi e i monumenti che stavamo visitando, riuscendo anche a farci vedere qualcosa non previsto nel programma ufficiale, purtroppo alle Orcadi ho avuto a che fare con una signora che l’unica frase un po’ divertente pronunciata nell’arco dell’intera giornata è stata “Welcome to paradise!” appena attraccati sull’isola. Per il resto ha dato spiegazioni essenziali dette senza alcun segno di interesse o passione. Inoltre non ha perso occasione di ripeterci che il tour, a causa delle tante cose in programma, aveva orari e tempistiche molto rigide da rispettare per cui compito nostro era di attenerci senza ma e senza se.

Un altro aspetto discutibile è stato il tempo dedicato alla visita della Cappella degli Italiani. Lungi da me essere nazionalista o patriottico: sono convinto che un luogo del genere, sia dal punto di vista architettonico sia per il messaggio che rappresenta, meritasse una sosta più lunga di 10 minuti.

All’opposto, stare a Kirkwall un’ora e mezza è stato eccessivo perché la Cattedrale, seppur bella, è piccolina e tranquillamente visitabile in mezz’ora al massimo, per il resto la cittadina non offre molte cose da ammirare. E considerate le tempistiche del giro, per non perdere ulteriore tempo la compagnia avrebbe potuto pensare a fornire un pranzo al sacco, ad esempio panino e bibita, da pagare al momento della prenotazione: in questa maniera una sosta per mangiare sarebbe stata superflua, o perlomeno più breve, guadagnando così tempo per vedere il resto con maggiore calma.

Concludendo, non voglio sconsigliare il tour che ho scelto perché comunque è la miglior possibilità per vedere le Orcadi, o almeno farsene un’idea, se si è da soli, senza mezzi propri e con poco tempo a disposizione.

L’attività è in programma soltanto d’estate, in particolare da giugno a metà agosto. Non ci sono quindi tantissimi posti disponibili, motivo per il quale è consigliabile acquistare il tour direttamente da casa.

 




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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

2 Comments

  1. Egregio Stefano
    il tuo racconto oltre che essere affascinante appare piuttosto completo e con validi consigli per chi , come me , andrà a visitare questi luoghi tra qualche giorno.
    Posso dirti che le tue indicazioni sono state preziose .
    Grazie
    Antonio Fusco

    Reply
    • Buon pomeriggio Antonio.

      Grazie mille per aver lasciato un commento e per le tue parole, mi fa molto piacere che abbia apprezzato il mio articolo. A tal proposito, se visiterai Inverness, ti propongo anche questo, più recente e completo: https://checkinblog.it/cosa-vedere-a-inverness-highlands-scozia/.

      In quali altri luoghi andrai di bello?

      Buon viaggio e buona Scozia,

      Stefano

      Reply

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