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Liguria a piedi, escursione tra Noli e Varigotti lungo la “Passeggiata Dantesca” ed il “Sentiero del Pellegrino” nella riviera di Ponente

Liguria a piedi, escursione tra Noli e Varigotti lungo la “Passeggiata Dantesca” ed il “Sentiero del Pellegrino” nella riviera di Ponente


Avevo voglia di praticare un po’ di trekking in Liguria, in particolare nella riviera di Ponente, e così ho deciso di ritornare a Noli per fare una delle passeggiate più conosciute e suggestive dell’intera regione. Mi riferisco al sentiero che collega Noli a Varigotti e che si snoda tra il verde della macchia mediterranea ed il blu del mar Mediterraneo.

La cosa bella dell’escursione – oltre ovviamente al panorama – è il fatto che la si può accorciare oppure allungare a seconda del tempo a disposizione, della stanchezza accumulata e della volontà di raggiungere alcuni luoghi storici degni di nota.

 

Come raggiungere Varigotti da Noli

Calcolate almeno tre ore di camminata. Il percorso è un saliscendi non particolarmente impegnativo, perfetto quindi per coloro che abbiano (almeno) un minimo di allenamento. È idoneo anche per famiglie con bambini, a patto però di tenerli sempre sott’occhio, specie in alcuni punti. Suggerisco di indossare scarpe adatte a superfici a volte irregolari e con sassi che potrebbero diventare scivolosi con l’acqua. I bastoncini inoltre vi saranno utili in certi tratti con salita e discesa più pronunciate. Non dimenticate ovviamente un’adeguata scorta d’acqua e del cibo.

 

La “Passeggiata Dantesca” da Noli

Si parte dai margini del centro storico di Noli, lasciando l’auto nel parcheggio in Piazza Lorenzo Vivaldo. Se arrivate di buon mattino e magari non in alta stagione, dovreste riuscire a trovare un posto gratis (righe bianche).

Dalla piazza si imbocca via XXV Aprile fino a che, dopo aver passato alcune abitazioni, si arriva alla scalinata che sancisce l’inizio ufficiale del sentiero. Per questo tratto seguite sempre le indicazioni per la “Passeggiata Dantesca”.

Tale denominazione è un omaggio a Dante Aligheri, che attraversò la zona in occasione del suo viaggio verso la Francia nel 1306. E, non a caso, fa una citazione a riguardo nel canto IV del Purgatorio:

Vassi in San Leo e discendesi in Noli

Proseguendo lungo la stradina in parte ciottolata ci si lascia alle spalle la cittadina ligure e si possono godere i primi scorci da cartolina della giornata. Si osservano sullo sfondo il lungomare di Spotorno e l’isola di Bergeggi.

Vista panoramica di Noli e l'isola di Bergeggi dalla "Passeggiata Dantesca" Passeggiata dantesca tra Noli e Varigotti - Riviera Ligure di Ponente

Poco dopo si arriva ai ruderi della prima delle tre chiesette che furono costruite dagli abitanti in questa zona intorno all’anno Mille per cercare maggior protezione rispetto alla costa.

La Chiesa di San Lazzaro risale quindi al secolo X ma a parte ciò si conosce ben poco della sua storia. Si ipotizza infatti che nel ‘200 venne realizzato un lazzaretto per ricoverare i mercanti locali che rientravano colpiti da malattie infettive. L’edificio si trovava quindi in una posizione strategica, lontano dal borgo per poter così ridurre i rischi di contagio.

Oggi versa in pessime condizioni e, se non si farà nulla, è soltanto questione di tempo affinché crolli quel poco che è ancora rimasto in piedi.

I resti della Chiesa di San Lazzaro e del Lazzaretto a Noli

Arrivo quindi dinnanzi a ciò che resta della Chiesa di S. Margherita, costruita in stile romanico intorno alla metà del secolo X su di uno spiazzo situato lungo il tracciato che univa Noli a Finale Ligure.

Costeggiandone i resti ci si ritrova in una splendida “terrazza panoramica” affacciata sul mare e con vista privilegiata della baia di Noli.

Facciata della Chiesa di S. Margherita sul sentiero tra Noli e Varigotti Escursione a piedi in Liguria tra Noli e Varigotti - Check-in Blog di Stefano Bagnasco

A questo punto, prima di proseguire verso Capo Noli si può fare una deviazione sulla sinistra che conduce all’Eremo del Capitano d’Albertis. Trattasi di un’abitazione piuttosto “umile”, almeno se la si confronta con il suo Castello di Genova, che l’esploratore e navigatore genovese fece realizzare negli ultimi anni dell’800.

Dopo la sua morte, la tenuta cadde in progressivo stato di abbandono e lo è sempre di più, nonostante oggi sia proprietà privata. Le indicazioni per arrivarvi non sono presenti – o comunque sono piuttosto nascoste – in quanto la zona, proprio per le sue condizioni, non è il massimo della sicurezza. Occhi ben aperti con i bambini, infatti si percorre un tratto a picco sulla strada Aurelia senza alcuna protezione.

Chi decide di “prendersi” questo rischio lo fa perché attirato dallo splendido scorcio della costa ligure che si ha, probabilmente il migliore di tutta la passeggiata. Lo si contempla in un religioso silenzio, interrotto solamente dai rumori della natura. Ed è un vero peccato vedere cadere a pezzi un patrimonio del genere.

I resti dell'Eremo del Capitano d'Albertis a Noli (Liguria) Vista di Capo Noli dall'Eremo d'Albertis - Liguria di Ponente

Ritorno sui miei passi ma prima di raggiungere Capo Noli vale la pena fare un’altra tappa. Una ripida discesa di circa 200 m porta all’ingresso dell’Antro dei Falsari, una cavità ottenuta dalla lenta ma costante azione erosiva dell’acqua sulle pareti rocciose che che una volta si trovavano sotto il livello del mare. Il luogo è conosciuto come Grotta dei Briganti poiché si racconta che in passato i contrabbandieri nascondevano qui la propria merce.

Vi si accede per il cunicolo ubicato appena sopra la cavità. Durante la traversata prestare attenzione a non scivolare verso il dirupo, è stato disposto comunque un corrimano a cui aggrapparsi. Le parole non bastano per esprimere tutta la bellezza del posto.

Come arrivare all'Antro dei Falsari a Capo Noli La Grotta dei Briganti a strapiombo sul Mar Ligure

Pensando ancora al paesaggio ammirato non sento la fatica del tratto in salita e mi riporto quindi al bivio precedente. Mi trovo a poca distanza dal Semaforo di Capo Noli, zona militare delimitata da una cancellata e situata a 266 m d’altezza.

 

Da Capo Noli a Varigotti lungo il “Sentiero del Pellegrino”

Da qui non mi resta che tornare indietro di pochi metri ed imboccare il sentiero contraddistinto da una X rossa e diretto a Varigotti.

Il Sentiero del Pellegrino si fa strada tra la vegetazione della macchia mediterranea che ogni tanto lascia intravvedere la costa ligure. Al cartello successivo giro un attimo a sinistra per raggiungere un contrafforte di calcare bianco a strapiombo sul mare e che regala una vista a 360° su Capo Noli, Varigotti e Punta Crena.

Trekking in Liguria tra Capo Noli e Varigotti

Ritornato al bivio precedente inizio la discesa per Varigotti, un tratto di percorso che mi ha stancato più del previsto per via del terreno irregolare e dei tanti sassi presenti. Quando ormai sono vicino alla fine della camminata ed inizio a pensare a quanto visto lungo il percorso, ecco che un muro variopinto mi riporta al tempo presente. Mi trovo davanti al Mausoleo Cerisola, ideato e composto da Giuseppe Cerisola. Egli nacque a Varigotti ma trascorse parte della sua vita in Australia, prima come prigioniero di guerra in seguito alla cattura da parte degli inglesi, e poi come lavoratore in diverse fattorie. Rientrò in Liguria a metà anni ’70 e divenne “famoso” poiché nel 1976 riuscì a salvare una persona che stava annegando.

Questo episodio viene ricordato proprio nel particolare monumento a tema marinaro che separa il suo orto dal sentiero. Oltre alle varie decorazioni si possono notare iscrizioni in italiano ed inglese e degli articoli di giornale (in parte consumati dal passare del tempo) che testimoniano gli altri gesti eroici compiuti da Cerisola quando si trovava in giro per i mari del mondo.

Il Monumento di Giuseppe Cerisola a Varigotti - Provincia di Savona, Liguria

La discesa continua fino alle porte della frazione di Finale Ligure. C’è ancora tempo però per fare un’ultima deviazione verso la Chiesa di San Lorenzo, un’abbazia benedettina risalente al XIII secolo e posta su di una splendido balcone rivolto sulla Baia dei Saraceni. In epoca recente, attorno agli anni ’50 del secolo scorso, il sacerdote Don Luigi Giussani vi portava in raduno spirituale i suoi fedeli e ciò portò negli anni successivi alla fondazione del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione.

Tale avvenimento viene ricordato nella targa posizionata sul piazzale, al prete milanese invece è stata intitolata la via che porta alla chiesa.

La Chiesa di San Lorenzo affacciata sulla Baia dei Saraceni a Varigotti

 

Varigotti e Punta Crena

Prima di fermarmi per riposare decido di fare due passi nel centro storico di Varigotti che, complice il periodo dell’anno (gennaio), è pressoché deserto. Difatti, gran parte della gente si è riversata in spiaggia per prendere un po’ di sole invernale…

La cosa che balza agli occhi è la particolare architettura che caratterizza le abitazioni del lungomare. Diciamo che hanno ben poco di ligure, si distinguono infatti per le loro forme geometriche, le tinte accese, i contrafforti inclinati e le terrazze sul tetto che richiamano lo stile saraceno, risultato probabilmente della prolungata permanenza in zona di questa popolazione a cavallo tra il IX ed il X secolo.

La spiaggia di Varigotti e l'acqua trasparente Lungomare di Varigotti e Punta Crena

Il miglior punto panoramico della zona è Punta Crena, l’estremità di Capo Varigotti a cui si accede con una passeggiata di una ventina di minuti circa. Dopo il primo tratto in salita, prima di proseguire verso la cima, si può fare una breve deviazione per osservare da vicino i resti di mura e fortificazioni medievali ed altre strutture verosimilmente risalenti all’età bizantina. Sul promontorio svetta la Torre Saracena costruita nel 1559 dopo l’ultima invasione dei Turchi. Attorno all’edificio si notano i ruderi del castello distrutto dai Genovesi dopo la vittoria nei confronti del Marchesato di Finale del 1341.

La vista è semplicemente stupenda e si nota molto bene l’acqua cristallina che lambisce il promontorio e che fa della baia dei Saraceni e delle spiagge del Malpasso e di Varigotti tra le più belle e suggestive della Liguria. Motivo per il quale d’estate sono letteralmente prese d’assalto ed è necessario così arrivarci di buon mattino per trovare un parcheggio libero lungo l’Aurelia.

Capo Varigotti, Punta Crena e la Torre Saracena - Riviera Ligure di ponente Varigotti ammirata da Punta Crena | Check-in Travel Blog di Stefano Bagnasco Spiaggia del Malpasso e la Baia dei Saraceni viste da Punta Crena

 

Da Varigotti a Finale Ligure

Varigotti è una frazione di Finale Ligure e la si può raggiungere a piedi usufruendo del marciapiede che costeggia l’Aurelia.

Personalmente, questo tratto di lungomare non mi ha fatto impazzire dal punto di vista paesaggistico. Fortunatamente, il giudizio è cambiato in positivo una volta raggiunto il porto pubblico di Marina di Capo San Donato, alle porte del comune ligure.

Proseguendo si percorrono – con estremo piacere – alcuni metri sulla sabbia della spiaggia di San Donato che, a detta degli stessi abitanti, è la più bella di Finale.

Scorci dal litorale tra Varigotti e Finale Ligure | Check-in Blog di Stefano Bagnasco Spiaggia di San Donato, la più bella di Finale Ligure

 

Come muoversi in autobus tra Finale Ligure, Varigotti, Noli, Spotorno e Savona

L’unica maniera per raggiungere Varigotti a piedi da Noli è quella di percorrere la “Passeggiata Dantesca” ed il “Sentiero del Pellegrino”. Purtroppo, il tratto dell’Aurelia tra le due località è sprovvisto di marciapiede e quindi camminare sulla strada non è consigliabile anche perché lungo il percorso vi sono alcune gallerie.

Una valida alternativa è l’autobus. Difatti, la linea 40 Finalborgo-Savona ferma a:

  • Finale Ligure
  • Varigotti
  • Noli
  • Spotorno
  • Bergeggi
  • Vado Ligure

Le tariffe variano a seconda di quante zone vengano attraversate e, in caso di acquisto del biglietto a bordo, vi è una maggiorazione di 1€. Ad ogni modo vi suggerisco di dare un’occhiata al sito della compagnia Trasporti Ponente Ligure per pianificare i vostri spostamenti e l’effettivo costo.

 

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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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