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Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, giardini del Turia e Bioparc: informazioni per visitare la zona simbolo della rinascita turistica della località spagnola

Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, giardini del Turia e Bioparc: informazioni per visitare la zona simbolo della rinascita turistica della località spagnola




Se dico Valencia viene subito in mente a tutti la Città delle Arti e delle Scienze progettata dall’architetto Santiago Calatrava. Questa, costruita all’estremità orientale del greto prosciugato del fiume Turia ed affacciata sul porto, nonostante la giovane età ha impiegato poco tempo per divenire il simbolo della città e la sua “attrazione” di maggiore richiamo.

Nell’articolo, oltre a parlarvi di essa, vi accompagnerò alla scoperta dei suoi dintorni, in particolare dei giardini del Turia, fino alle sue ultime propaggini occidentali dove, all’interno del Parque de Cabecera, sorge il Bioparc, visitato in occasione del mio ultimo viaggio in città (#checkinVLC sui social network).

 

Visita della Città delle Arti e delle Scienze

Chiamata in valenciano “Ciutat de les arts i les ciències”, la Città è stata realizzata all’inizio del XXI secolo ed i suoi edifici hanno rivoluzionato lo skyline della località spagnola. E non poteva essere altrimenti dato che l’architetto Calatrava non è mai banale, infatti il suo stile può piacere o meno ma certamente non lascia indifferenti. In questo caso, il filo conduttore che lega le varie costruzioni è legato ai temi della natura e dell’acqua.

Vi sono stato per la prima volta nell’inverno del 2011 e le fotografie che vedrete in questo paragrafo ed in quello successivo (giardini del Turia) risalgono proprio a quel viaggio e ciò spiega la loro qualità, purtroppo non eccelsa.

Probabilmente, il primo edificio che incontrerete è il Palau de les Arts Reina Sofía, chiamato così in onore della Regina Sofía che lo inaugurò nel 2005.

La sua forma mi ricorda una conchiglia ma c’è chi vi vede una balena oppure una testa di squalo. Ad ogni modo, al suo interno si contano quattro auditorium: due da 400 posti, usati per il teatro e la musica da camera, altri due da 1700 e 1500 posti destinati invece a grandi concerti, opere e balletti.

La maniera in cui è stato progettato, partendo ad esempio dalle fenditure e dalle vetrate che permettono il passaggio della luce naturale, oppure gli arredi e le attrezzature all’avanguardia, fanno di questo palazzo un punto di riferimento a livello internazionale per le arti e lo spettacolo.

In alternativa, potete visitarlo grazie a visite organizzate che vanno prenotate in anticipo.

Appena a fianco potete ammirare l’Umbracle, una struttura composta da 55 archi che vanno a richiamare la forma delle lische di un pesce e che ospita un giardino sospeso.

Cosa vedere nella Città delle Arti e delle Scienze di Valencia: l'Umbracle.

Costeggiandolo si arriva alla zona centrale dell’intero complesso, qui sorgono infatti l’Hemisfèric ed il Museo de les Ciències Príncipe Felipe.

Il primo, costruito nel 1998, è l’edificio più “antico” tra i suoi vicini, e forse è quello più emblematico dal punto di vista architettonico. Calatrava ha voluto riprendere la forma dell’occhio umano grazie ad una “pupilla” tagliata a metà contornata da una semipalpebra in metallo che si riflettono sul laghetto. La vista e quindi l’immagine qui sono davvero al centro dell’attenzione perché all’interno si trova un cinema, anzi, molto di più. Potrete vedere infatti film in 3D, proiezioni e planetario digitali e tutte le tecnologie all’avanguardia che permettono di vivere un’esperienza unica.

L’Hemisfèric apre alle 10 mentre la chiusura dipende dall’ultima proiezione prevista in giornata, per questa ragione vi suggerisco di controllare il programma degli spettacoli che può variare da settimana a settimana. Per quel che concerne i biglietti, la tariffa intera è di 8,80€, quella ridotta (bambini da 4 a 12 anni, persone con età maggiore di 65 anni) 6,85€ mentre i bambini da 0 a 3 anni entrano gratuitamente.

Il Museu de les Ciències invece è un museo interattivo dedicato alla scienza che colpisce già da fuori, grazie alla sua forma che un po’ richiama quella di una spina dorsale. L’interno invece è suddiviso in tre piani con pannelli, installazioni e giochi. L’obiettivo è quello che ogni persona non sia soltanto un visitatore “passivo” – come accade nei musei tradizionali – ma che piuttosto venga invogliata ad interagire con ciò che la circonda, sviluppando così un senso critico nei confronti della scienze e degli aspetti che vengono trattati in questa sede.

Il museo è aperto tutto l’anno, gli orari variano a seconda della stagione e di ricorrenze speciali. Il biglietto intero costa 8€, il ridotto 6,20€ mentre i gruppi con minimo 20 persone pagano 5,80€ a patto che prenotino la visita con almeno 24 ore di anticipo.

Va citato anche l’Ágora, l’edificio più recente della zona. Purtroppo non è visitabile poiché è un luogo che viene utilizzato per ospitare manifestazioni di vario tipo nel corso dell’anno.

Il Palau de les Arts Reina Sofía e l'Hemisfèric della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia (Spagna)L'Ágora, l'edificio più giovane tra quelli della CIttà delle Arti e delle Scienze di Valencia

Tappa finale nella Città delle Arti e delle Scienze è l’Oceanografico, inaugurato nel febbraio del 2003. Ad oggi è l’acquario più grande d’Europa, spodestando così ahimè quello al Porto Antico di Genova.

Date le sue dimensioni, ritagliatevi perlomeno un paio d’ore – io coi miei genitori ci eravamo stati anche di più – perché la visita è lunga e molto interessante. Difatti, nei due piani della struttura sono stati ricreati gli ecosistemi marini più importanti del pianeta, come ad esempio il Mediterraneo, gli oceani, il mar Tropicale, il mar Rosso, le isole, l’Artico, l’Antartico e così via. Per ciò che mi riguarda, l’elemento che mi ha impressionato maggiormente e che ricordo ancora a distanza di anni è l’acquario, in particolare per la presenza di vari tunnel che attraversano le vasche permettendo così di camminare mentre ad esempio gli squali nuotano poco sopra le teste dei visitatori.

Visita dell'Acquario di Valencia nella Città delle Arti e delle Scienze Fauna ospite dell'Oceanografico di Valencia Le foche all'Oceanografico di Valencia (Spagna) Esibizione coi delfini all'Acquario di Valencia - Città delle Arti e delle Scienze, Spagna

Dato il grande afflusso di turisti, è possibile (e consigliato) acquistare online i biglietti per l’Oceanografico perché così si salta la coda all’ingresso. I prezzi:

  • adulti, 29,10€
  • bambini (4-12) ed anziani (65+), 21,85€
  • bambini (0-3), gratis

Inoltre, i possessori della Valencia Tourist Card hanno diritto ad un 15% di sconto.

 

Come arrivare alla Città delle Arti e delle Scienze coi mezzi pubblici

Se non avete voglia e/o tempo per fare una passeggiata – molto bella e rilassante – attraversando i giardini del Turia, allora l’ideale è prendere l’autobus n. 95. Questa linea costeggia il vecchio letto del fiume passando per il Parco de Cabecera, il Bioparc per poi arrivare nei pressi della Città delle Arti e delle Scienze. Il biglietto per una corsa semplice costa 1,50€.

La metropolitana non ferma nelle immediate vicinanze, difatti la fermata più prossima è Alameda, molto comoda comunque per visitare i giardini. Anche in questo caso, il biglietto singolo costa 1,50€.

Ne approfitto per ricordarvi che se acquistate la Valencia Tourist Card potrete viaggiare illimitatamente sui mezzi della rete di trasporto della città per 24, 48 oppure 72 ore.




I giardini del Turia

Questi sono un valido esempio di come si può riqualificare una zona in maniera intelligente ed utile per tutti, cittadini e turisti. Nel 1957 si decise di deviare il corso del fiume Turia verso ovest per evitare così il ripetersi di future inondazioni. Al suo posto è stato sviluppato un percorso ciclo-pedonale lungo 7 Km che incrocia prati, campi da calcio e aree con giochi per bambini.

Un esempio è il Gulliver che, ispirato al celebre racconto di Jonathan Swift, è il ritrovo delle famiglie che portano i figli a divertirsi sulle rampe, gli scivoli e le scale che “formano” i vestiti ed i capelli del gigante. L’installazione si trova nei pressi dell’ultimo tratto dei giardini del Turia, poco distante dalla Città delle Arti e delle Scienze.

Il Gulliver, l'attrazione per i bambini nei giardini del Turia di Valencia

Qualche centinaio di metri prima sorge invece il Palau de la Música, costruito nel 1987 seguendo il progetto di José María Paredes.

Si contraddistingue per la sua architettura contemporanea, un po’ in linea con la “Città” di Calatrava, che richiama la forma di un vascello delimitato in alto da una pensilina rettangolare. Il tetto in legno ed i muri a fisarmonica garantiscono un’acustica senza eguali e per questo qui si esibiscono artisti di fama internazionale. All’interno vi sono due sale, rispettivamente di 1800 e 460 posti, che ospitano concerti classici e recital.

Il Palau de la Musica nei giardini del Turia di Valencia (Spagna)

Ho avuto modo di esplorare i giardini del Turia sia di giorno che di sera e li ho sempre trovati affollati, sono un luogo a cui i valenciani si sono affezionati molto in fretta e lo “utilizzano” per prendersi una pausa dal traffico e dai rumori della città.

E così, tra quelli che corrono, vanno in bici oppure semplicemente passeggiano, è facile incontrare musicisti più o meno improvvisati oppure piccoli gruppi di persone intente a fare yoga. I giardini sono belli da ammirare anche dai ponti che li attraversano – ognuno diverso dall’altro – da cui la vista si estende quasi all’infinito e, in alcuni punti, si riescono a scorgere pure gli edifici della Città delle Arti e delle Scienze all’orizzonte.

Vista dei giardini del Turia con la Città delle Arti e delle Scienze all'orizzonte Cosa vedere a Valencia: i giardini del Turia Uno dei ponti che attraversano i giardini del Turia

 

Il Bioparc di Valencia

In occasione dell’ultimo viaggio a Valencia (#checkinVLC) mi sono spinto fino all’estremità occidentale dei giardini del Turia, in corrispondenza del Parco de Cabecera. Qui, inagurato nel 2008, sorge il Bioparc, ossia un angolo di Africa “trasferito” nella città spagnola.

Il Parco de Cabecera di Valencia (Spagna)

È molto più di uno zoo, si tratta cioè di un parco di 100.000 m2 all’interno del quale sono stati ricreati fedelmente ambienti caratteristici del continente:

  • savana;
  • ambienti umidi;
  • caverna di Kitum (prima riproduzione mondiale in assoluto);
  • bosco equatoriale;
  • Madagascar.

La caratteristica che li accomuna è la mancanza di barriere artificiali di qualunque tipo, gli animali sono immersi nel loro ecosistema e sono divisi dai visitatori da elementi naturali come ad esempio arbusti, boscaglia, corsi d’acqua e tronchi. L’obiettivo è di trasmettere l’amore, il rispetto per la natura e l’importanza di proteggere le specie in pericolo d’estinzione. Tra gli oltre 4.000 animali che si possono vedere al Bioparc vi sono ad esempio lemuri, scimpanzé, camaleonti, fenicotteri, leopardi, elefanti, giraffe, zebre, rinoceronti, ippopotami, manguste e iene.

Il parco è ideale per fare una piacevola escursione in famiglia dato che quotidianamente vengono svolte attività per bambini in spazi appositi, si tengono seminari, vi è un cinema che proietta documentari sulla natura, i più piccoli possono inoltre assistere a spettacoli nell’anfiteatro ed osservare i custodi mentre danno da mangiare agli animali. Oltre a tutto ciò, non mancano negozi di souvenir, bar e ristoranti.

Basandomi sulla mia esperienza, suggerisco di ritagliarvi almeno un paio d’ore per la visita.

A due passi dall'elefante - Bioparc di Valencia La savana ricreata nel Bioparc di Valencia Incontro ravvicinato al Bioparc di Valencia con la giraffa Leonessa e leone al Bioparc di Valencia - Giardini del Turia Gli scimpanzé al BIoparc di Valencia (Spagna) Fenicotteri rosa ovunque al Bioparc di Valencia

 

Come arrivare al Bioparc, orari e costo del biglietto

Il Bioparc si trova in avenida Pío Baroja 3 e nei suoi dintorni vi transitano diversi autobus urbani, cioè le linee 29, 67, 81, 95 e 99. Io l’ho raggiunto in metropolitana, scendendo alla fermata Nou d’Octubre (linee 3, 5 e 9) e proseguendo poi a piedi per una decina di minuti circa.

Il Bioparc di Valencia è aperto tutto l’anno, gli orari infatti variano a seconda della stagione e soprattutto delle ore di luce. Il mio suggerimento è quello di recarvi al parco ben prima dell’orario di chiusura proprio perché, avvicinandosi al tramonto, molti animali vengono già messi al riparo.

I biglietti sono acquistabili in anticipo, sul sito del Bioparc, oppure direttamente sul posto:

  • adulti, 23,84€
  • bambini (4-12), 18€
  • maggiori di 65 anni, 17,50€
  • bambini fino a 4 anni, gratis.

Inoltre, se avete la Valencia Tourist Card avete diritto ad un 15% di sconto applicabile alle varie tariffe.

 

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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

2 Comments

  1. Ciao. Mi piacerebbe creare una collaborazione. Sono guida italiana a Valencia

    Reply
    • Ciao Alessandro, piacere di conoscerti!

      Sono interessato, hai già qualche idea in mente?

      Stefano

      Reply

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