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Spagna del nord: Saragozza, cosa vedere in due giorni

Spagna del nord: Saragozza, cosa vedere in due giorni




Ho pianificato un secondo viaggio a Saragozza, questa volta a novembre, per poter vedere le cose che per motivi di tempo mi ero perso la prima volta. Due giorni interi sono bastati per visitare i luoghi prefissati, mentre un terzo l’ho dedicato all’esplorazione dei dintorni di Saragozza, più esattamente la città di Tarazona (comarca del Moncayo).

 

Cosa vedere a Saragozza in due giorni

Saragozza è famosa per la Basilica del Pilar e per i musei di Caesaraugusta con i resti dell’antica città romana, all’epoca una delle più importanti dell’impero. In realtà, l’offerta culturale del capoluogo dell’Aragona è molto più ampia e così, grazie all’aiuto di Zaragoza Turismo, ho realizzato un itinerario alternativo che comprende musei, tour guidati a piedi per il centro storico e pure la street art.

 

Cosa visitare in due giorni a Saragozza: i suoi Musei e Palazzi

 

Il Patio de la Infanta

È uno dei monumenti storici di Saragozza, protagonista nel corso dei secoli di storie d’amore, incendi, traslochi e rifacimenti. Costruito tra il 1549 ed il 1551 dal nobile Gabriel Zaporta per dedicarlo alla moglie Sabina Santángel, si può considerare l’espressione più alta del Rinascimento aragonese, l’emblema dell’epoca di massimo splendore artistico e architettonico della città. In effetti le colonne, i capitelli, le sculture, ogni singolo dettaglio dei medaglioni e dei motivi ornamentali degli archi sono talmente una meraviglia che sembrano quasi irreali. Cosa vedere a Saragozza in due giorni: il Patio de la InfantaEntrata al Patio de la Infanta di Saragozza

Il nome con cui lo conosciamo noi risale al XVIII° secolo, quando vi abita la Infanta María Teresa de Vallabriga y Rozar, una nobile aragonese imparentata con Carlo III°.

Nel secolo successivo il patio viene adibito a varie funzioni, ad esempio come Scuola di Belle Arti, Collegio, scuola di musica e tipografia fino a quando, nel 1894, un incendio mette in rovina il palazzo in cui si trova. E così, nel 1904, l’antiquario francese Fernand Schultz acquista i pezzi che compongono l’opera per rimetterli assieme nella sua dimora parigina. Nel 1958 viene ricomprato da privati e società aragonesi e così ritorna a Saragozza, inglobato nella sede centrale di Ibercaja, ubicata in , a pochi passi da Plaza de Aragón.

Oggi, sia a piano terra che nella galleria superiore, vengono ospitate mostre temporanee, un’occasione interessante per visitare (gratuitamente) ed ammirare il meraviglioso patio. Nel mio caso, il tema era la Saragozza del 1700, un secolo di grande splendore scientifico e culturale assicurato dall’attività di un gruppo di nobili ed intellettuali capeggiato da Ramón de Pignatelli (1734-1793). Le sale ricreano così la città del XVIII° secolo, i suoi palazzi signorili con l’aggiunta di documenti ed oggetti dell’epoca. Una visita breve ma d’effetto, data la “decorazione” delle stanze, che permette di scoprire uno spaccato della storia del capoluogo aragonese. La mostra temporanea nel Patio de la Infanta di SaragozzaLa mostra dedicata alla Saragozza del XVIII° all'interno del Patio de la Infanta

 

Il Museo de Zaragoza

Mi dirigo verso nord-est, in Plaza los Sitios, su cui si affaccia il Museo de Zaragoza. Si trova in un edificio risalente al 1908, anno in cui si svolge l’Esposición Ispano-Francesa, e destinato ad essere il “padiglione delle Arti”.

Lo riconosco da lontano, merito della grande facciata su cui spiccano le figure allegoriche che simboleggiano l’Arte, il Commercio e l’Industria. Cosa visitare a Saragozza in due giorni: il Museo de Zaragoza

Il Museo, con entrata gratuita, si sviluppa su due piani suddivisi a loro volta in diverse aree tematiche:

  • Caesaraugusta, ossia la Saragozza romana;
  • dalla preistoria al Rinascimento;
  • arte dell’Asia orientale;
  • dal secolo XIX° al XX°;
  • sezione dedicata a Goya;
  • esposizioni temporanee.

Considerando la vastità delle sale da vedere (senza contare che certe erano chiuse per lavori), suggerisco di dedicare alla visita almeno un paio d’ore. Io ho apprezzato particolarmente la sezione romana, dove ho potuto ammirare statue, mosaici nonché la riproduzione dell’arredamento dei palazzi dell’epoca. Passando da un ambiente all’altro, dedicate il tempo opportuno per ammirare gli interni del palazzo, le decorazioni delle pareti, le colonne ed i capitelli attorno al patio centrale. Cosa vedere a Saragozza in due giorni: il Museo de Zaragoza ed il suo patioI mosaici romani conservati nel Museo de ZaragozaIl primo piano del Museo de ZaragozaIl Museo de Zaragoza vanta anche una sezione dedicata all'arte dell'Asia orientale

 

Emoz, la Scuola-Museo di Origami

Ubicato al piano superiore del Centro de Historia in Plaza San Agustín 2 (ad est rispetto alla Basilica del Pilar) si trova un Museo davvero unico che mi ha incuriosito e particolarmente affascinato. Si chiama Emoz ed è la scuola-museo di origami di Saragozza. È recentissimo, è stato inaugurato infatti nel 2013 ed è molto più di una semplice mostra. L’ho capito non appena varcata la porta d’ingresso ed ho iniziato la visita. Le varie sale non soltanto espongono la storia dell’origami e le differenti sfacettature di questo tipo di arte, inventata in Cina nel II° secolo D.C. e successivamente approdata in Europa attraverso la Via della Seta, ma fanno anche da biblioteca (a disposizione dei soci del museo) e da laboratorio per workshop.

Inoltre, regolarmente vengono installate delle esibizioni temporanee con le opere degli artisti del settore più importanti. Ancora, come mi è stato spiegato, la mostra non è mai uguale (ecco perché ci tornerò!), dato che a intervalli di poche settimane vengono sostituiti i modelli in modo da preservarli dalla luce e dall’aria. Il centro de Historia di Saragozza che ospita l'Emoz, la Scuola-Museo di origamiCosa vedere a Saragozza in due giorni: l'Emoz, la scuola-museo di origamiOpera in origami esposta all'Emoz di Saragozza"Paper Art", la mostra temporanea di Andrea Russo all'Emoz di SaragozzaAlcune delle tante opere esposte all'Emoz di Zaragoza

 

Il Palacio de Sástago

Il Palacio de Sástago era la residenza di Don Artal di Alagón, viceré di Aragona e terzo conte di Sástago, che scelse di costruirla proprio qui, in calle del Coso, poiché nel XVI° secolo era senza dubbio la zona più lussuosa di Saragozza, il punto di ritrovo delle personalità maggiormente di spicco dell’epoca. In tempi recenti, per restaurare l’edificio nella maniera più possibile “fedele” all’originale si è fatto affidamento a documenti di quegli anni, primo tra tutti il contratto originale dei lavori.

Oggi è possibile visitare il Palazzo e specialmente il patio interno (più “sobrio” degli altri che ho visto in città) quando vi sono in programma delle esibizioni temporanee. Io sono stato fortunato poiché durante il mio soggiorno vi era una mostra dedicata a José Orús (1931-2014), un pittore autodidatta nato e morto a Saragozza. Ammetto di non averne sentito parlare in precedenza ma, grazie alla visita guidata (in spagnolo, durata 30-40 minuti) ho avuto modo di farmi un’idea di chi fosse e del senso che dava alle sue opere, riassumibile nel trinomio luce-colore-movimento. Sono rimasto colpito dal fatto che queste non hanno un titolo, l’autore voleva così che ciascuno potesse interpretare liberamente ogni quadro. Cosa vedere a Saragozza in due giorni: il Palacio SástagoLa mostra dedicata a José Orús al Palacio de Sástago di SaragozzaLa mostra dedicata a Orús a Palacio Sástago di ZaragozaLa mostra di Orús a Palacio de Sástago a Zaragoza

 

La Real Maestranza de Caballería di Saragozza

Ubicata alle spalle della Seo di Saragozza, la Real Maestranza de Caballería è un’istituzione nobiliare che vanta una storia lunghissima, oltre 700 anni, che si intreccia inevitabilmente con quella della città e che tutt’oggi è viva più che mai, occupandosi della promozione del capoluogo aragonese. A partire dal 1912 la sua sede è questo edificio risalente all’incirca alla metà del XVI° secolo.

Oggi vengono organizzate diverse visite guidate giornaliere che permettono di scoprire il palazzo, gli elementi ornamentali in gesso del cortile ed il soffitto in legno che si può ammirare estasiati mentre si raggiunge il piano superiore. Trattandosi di un’abitazione privata, è assolutamente vietato fare fotografie e ciò è davvero un peccato perché gli interni sono un qualcosa di incredibile tra colori, quadri e decorazioni. Cosa vedere a Saragozza in due giorni: la Real Maestranza de Caballería

Un’altra nota dolente è stata la visita delle 13:30 a cui ho preso parte. È durata una mezz’ora tirata, probabilmente perché l’edificio doveva chiudere in anticipo per qualche evento straordinario, e ahimè non ho avuto modo di apprezzare il Palazzo e la sua storia come avrei voluto. Abbiamo visto diverse sale, ad esempio quella dove si radunano i membri e pure il Re di Spagna (non sempre) oppure la piccola Cappella dove si tengono celebrazioni private, però la guida parlava talmente tanto veloce che, oltre a mancarle il fiato, alla fine non ho capito quasi niente. Il mio consiglio è pertanto di optare per un altro orario e chissà, potrei riprovarci anch’io la prossima volta che tornerò a Saragozza.

Nota finale sui musei e Palazzi di Saragozza: quando pianificate il vostro itinerario, ricordatevi che non fanno orario continuato ma chiudono 2/3 ore, ad esempio dalle 14 alle 16-17.

 

Il Museo Pablo Gargallo

Sono stato in questo museo dedicato allo sculture aragonese durante il tour a piedi per la città (ne parlerò tra qualche riga) approfittandone così per vedere un altro palazzo rinascimentale aragonese, il Palacio de Argillo (in Plaza San Felipe), risalente alla fine del XVII° secolo.

Si possono ammirare diverse opere e bozze di Pablo Gargallo e comprendere così la sua rilevanza per l’evoluzione dell’arte moderna e della scultura del XX° secolo. Rivolgendo l’attenzione alla raffigurazione dell’essere umano, nel corso della sua traiettoria artistica procede ad un graduale “alleggerimento” del corpo, lasciando così sempre più spazi vuoti che però si riempiono di significato. L’emblema della filosofia di Gargallo è l’opera “Il profeta“, raffigurante un uomo che poggia a terra il bastone mentre col braccio rivolto verso l’alto sembra invocare/imprecare. La statua è sistemata al centro del patio e, seguendo le indicazioni della nostra guida, le abbiamo girato attorno perché a seconda dell’angolazione cambia l’espressione, o meglio la sensazione che dà il “profeta”.

Non conoscevo Gargallo ma la breve visita del Museo mi ha comunque colpito, merito anche del palazzo in cui si trova e magistralmente ristrutturato. Considerando pure l’entrata gratuita, direi che vale la pena ritagliare un po’ di tempo per questo luogo… saprà sorprendervi! Cosa visitare in due giorni a Saragozza: il Museo Pablo GargalloIl Patio del Museo Pablo Gargallo di Zaragoza



Cosa visitare in due giorni a Saragozza: visite guidate del centro storico

Le dimensioni del centro storico permettono di girarlo a piedi senza alcun problema. Per tale motivo, l’Ente del Turismo di Saragozza organizza diversi itinerari tematici guidati alla scoperta delle attrazioni più significative della città aragonese.

 

Il Paseo mudéjar

Saragozza e l’Aragona in generale si distinguono per l’architettura mudéjar di inestimabile valore, dichiarata perciò Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Uno specifico tour accompagna alla visita di alcuni dei luoghi simbolo di tale “tesoro” artistico-culturale. Tappe imprescindibili sono la Seo di Saragozza (la Cattedrale sorta sull’antica moschea) ed il Palacio della Aljafería (parlo di entrambi in questo articolo sul centro storico di Saragozza).

Per quel che mi riguarda, la passeggiata mi ha permesso di entrare nella Iglesia de San Pablo, situata nell’omonimo quartiere a sinistra rispetto al Pilar, vista solo da fuori l’anno precedente. L’elemento di spicco è la torre campanaria, adesso inclusa nella basilica in seguito ai lavori di ampliamento. Le decorazioni mudéjar si trovano verso la parte superiore, ben visibile da tutta la città. Vi si può arrivare in cima salendo 153 scalini… la vista panoramica di Saragozza ripagherà il fiatone finale! Cosa vedere in due giorni a Saragozza: la Iglesia de San PabloVista panoramica di Saragozza dalla torre campanaria della Iglesia de San Pablo

Al “percorso ufficiale” mi permetto di aggiungere altre tre fermate:

  • il torreón de Fortea (calle Torrenueva 25), massimo esempio di architettura civile del XV° secolo dove convivono gli stili mudéjar e rinascimentale. Piccola curiosità: nella piazza antistante si può notare una linea perimetrale e poco oltre la statua di un bambino che guarda all’insù, ciò perché anticamente lì sorgeva una torre che è stata poi abbattuta per liberare la vista;
  • arco e casa del Deán, uno degli angoli più belli e silenziosi di Saragozza. L’arco e la loggia, in cui risaltano le finestre tipicamente mudéjar, servivano per collegare la Cattedrale alla casa del decano;
  • la Iglesia parroquial de Santa María Magdalena, affacciata sull’omonima piazza e sorta dopo prima si trovava un tempio romanico. La torre campanaria richiama quella della Chiesa di S. Paolo, grazie agli elementi decorativi tipici del mudéjar aragonese.

Cosa vedere a Saragozza in due giorni: il Torreón de ForteaCosa vedere a Saragozza in due giorni: l'arco del Deán in stile mudéjarCosa vedere in due giorni a Saragozza: la Iglesia de Santa María Magdalena

 

Visita guidata del centro storico di Saragozza

Il giro ha subito delle modifiche a causa delle condizioni meteo avverse, per cui è stata data la precedenza agli interni:

  • la Seo di Saragozza;
  • la Basilica del Pilar;
  • il palazzo della Lonja, il primo edificio del capoluogo aragonese ad essere completamente in stile rinascimentale. Fatto realizzare dal Comune per ospitarvi la Borsa dei Mercanti, si contraddistingue per la non corrispondenza della divisione esterna dei piani con lo spazio interno, dove è presente un ambiente dominato da volte stellate con l’aggiunta degli stemmi della città come elemento decorativo. La Lonja è visitabile gratuitamente in occasione di mostre temporanee.

Cosa visitare in due giorni a Saragozza: il Palazzo della Lonja

Per quanto riguarda le visite guidate a piedi per Saragozza, c’è da sapere che il biglietto non include gli ingressi a pagamento di certe attrazioni, ad esempio la Cattedrale ed il Palazzo della Aljafería, ma vanno fatti al momento. La durata degli itinerari si aggira attorno alle 3 ore, considerando le spiegazioni della guida e gli spostamenti tra un luogo e l’altro della città.

 

Cosa vedere in due giorni a Saragozza: Las Armas, l’arte urbana

Un’altra maniera per scoprire Saragozza è attraverso la street art, l’arte urbana che si può ammirare passeggiando per le vie del centro e dei quartieri limitrofi. Poster, murales, installazioni e graffiti, questi sono i mezzi con i quali gli artisti manifestano i propri pensieri, i sogni, le preoccupazioni, le denunce sociali etc…

Da questo punto di vista Saragozza è una città particolarmente accogliente che vede in queste opere un modo per rivitalizzare spazi dimenticati, portando i turisti a scoprire zone alternative del capoluogo aragonese. Non a caso sono più di 10 anni che si svolge il Festival Asalto, un evento che si prolunga per diversi giorni durante i quali arrivano artisti internazionali a presentare i propri lavori, le nuove tendenze e dove il pubblico non solo osserva, ma diventa parte integrante dello spettacolo. Cosa visitare in due giorni a Saragozza: la street urbanArte urbana per le vie del centro storico di SaragozzaMurales nel centro storico di SaragozzaStreet art per le vie ed i palazzi di SaragozzaStreet art a Saragozza ed il Festival Asalto

Musei, Palazzi rinascimentali, arte, origami, architettura mudéjar aragonese, street art, visite guidate. Tutto ciò ha caratterizzato i 2 giorni a Saragozza, facendo sì che il mio viaggio fosse molto di più che un semplice ritorno. Si è trattato infatti di scoprire altri elementi che la città aragonese include nella sua ricca offerta turistica e che soddisfa le esigenze di tutti.

E come si dice, “non c’è 2 senza 3”, perché di destinazioni come questa non mi stanco mai!

 




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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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