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Ai confini della Spagna orientale: soggiorno a Cadaqués con escursione al Faro di Cap de Creus

Ai confini della Spagna orientale: soggiorno a Cadaqués con escursione al Faro di Cap de Creus




Che Cadaqués fosse un luogo speciale l’avevo capito ancor prima di metterci piede. Infatti, bastava nominarlo ed ecco che gli occhi delle persone a cui ne parlavo iniziavano a brillare. Ho aspettato così con molta ansia quest’ultima tappa del mio viaggio in Costa Brava (#checkinCostaBrava) sapendo che sarebbe stata un’esperienza unica.

Lo spostamento in autobus da Figueres è durato un’oretta e quando il mezzo ha iniziato ad “arrancare” sui pendii del Cap de Creus ho capito di essere quasi arrivato. Tra un tornante e l’altro, procedendo a passo d’uomo per l’unica strada che collega Cadaqués al resto del mondo, ecco apparire la costa all’orizzonte con tanti punti bianchi che sembrano dover scivolare in mare da un momento all’altro.

 

Cosa vedere a Cadaqués: turismo tutto l’anno

Grazie alla sua posizione, Cadaqués presenta un clima mite quasi tutto l’anno e perciò è una meta da considerare anche d’inverno. Ok, nei mesi più “freddi” il bagno è meglio evitarlo ma si possono fare altre cose. È stato il mio caso, considerando la sfortuna avuta nel capitare qui nei giorni più freddi e dove ha piovuto ben oltre gli standard. Come se questo non bastasse, i proprietari dell’hotel dove soggiornavo, l’Hostalet de Cadaqués, mi hanno riferito che a gennaio e febbraio c’erano stati in media 20°C e quindi era prevista una perturbazione del genere. Accidenti al mio tempismo…

Va comunque precisato che ci sono differenze piuttosto marcate tra i periodi di bassa ed alta stagione. Le più evidenti sono le strade pressoché deserte con pochissimi turisti in giro e diversi locali chiusi. L’aspetto positivo è che si può visitare la zona in tutta tranquillità e mischiarsi con i (pochi, circa 3.000) abitanti che senza la ressa dei mesi estivi sono più rilassati e socievoli.

 

Alla scoperta del centro storico e la Chiesa di S. María de Cadaqués

Preso atto di ciò, il centro storico di Cadaqués è così caratteristico che mi sono dimenticato in fretta della pioggia e del freddo. Ero troppo intento ad ammirare le casette tutte bianche e le stradine che creano un labirinto che converge nel punto più alto del paese. Qui si trova la Chiesa di Santa María de Cadaqués, dal cui piazzale antistante si ha una vista magnifica della baia fino al Faro de Cala Nans (ne parlo tra qualche riga). Una foto è d’obbligo prima di visitare gli interni della basilica. Scorcio della baia di Cadaqués dalla Chiesa di S. María

Troverete il custode pronto a raccontarvi la storia dell’edificio, soffermandosi in particolare sulla guerra civile spagnola. Infatti, nel 1938 venne costruita una parete rinforzata per proteggere l’altare, mentre il resto della Chiesa fu utilizzato per contenere i prigionieri. Oggi, l’elemento più prezioso che si può osservare è la pala d’altare barocca alta 23 m e dedicata alla Vergine della Speranza. Per vederla illuminata bisogna inserire 1€ nella macchinetta vicino all’entrata e dopodiché la si può godere in tutto il suo splendore.

Approfittando del fatto che in quel momento c’ero soltanto io, la “guida” mi fa notare un particolare che riguarda la statua che si trova dal lato opposto, sopra il portone d’ingresso. Rispetto a dove mi trovavo, proprio di fronte all’altare, la corona attorno alla sua testa sembrava illuminata, spostandomi invece poco più in là si “spegneva” improvvisamente. In realtà non c’è nessuna lampadina, è soltanto un effetto dovuto ad un gioco di luci che dall’esterno si riflettono esattamente in quel punto.

Sempre dando le spalle all’altare, sul lato destro si accede ad una sala semibuia, scarna di ogni decorazione ma dal significato profondo. Qui si può recare qualsiasi persona di ogni credo religioso esistente, c’è letteralmente spazio per tutti e l’ambiente è funzionale ad accogliere le usanze di ciascuna fede. La pala d'altare custodita nella Chiesa di S. María di Cadaqués

Terminata la visita mi dedico all’esplorazione del nucleo più antico di Cadaqués, raccolto tutt’attorno alla Chiesa. Ciò che lo distingue dal resto del paese è l’antica pavimentazione sul terreno, chiamata “rastell“. È interamente fatta a mano utilizzando le pietre prelevate dalla riva del mare e la cui forma deriva dall’azione erosiva delle onde. Fotografo ogni angolo, mi perdo tra una stradina e l’altro ammirando ogni casa ed i suoi terrazzini in fiore. Le pareti bianche degli edifici sembrano fondersi con il cielo grigio odierno mentre vivo in un’atmosfera sospesa nel silenzio delle strade. In giro non c’è praticamente anima viva e così mi lludo che Cadaqués sia tutta per me, le rare persone che incontro mi salutano velocemente prima di proseguire per il loro cammino. Due passi nel cuore di CadaquésAlla scoperta del centro di Cadaqués

Il lungomare di Cadaqués

Nel frattempo mi godo ogni scorcio che appare come per magia davanti a me, ad esempio uno spiazzo con una panchina da cui ammirare il mare all’orizzonte. Appena a fianco, delle scalette strette mi portano giù sulla strada monocorsia che costeggia il paese. Per i pedoni c’è un marciapiede che percorre tutto il lungomare di Cadaqués, essendo però privo di parapetti suggerisco vivamente di prestare un minimo d’attenzione a dove si cammina altrimenti si cade in acqua! Panchina vista mare di Cadaqués

La passeggiata lungomare è stata la mia attività preferita durante il soggiorno a Cadaqués. Sarà perché adoro il mare, il fissare il moto ipnotico delle onde, camminare sulla spiaggia perso tra i miei pensieri mentre contemplo l’orizzonte. Per l’atmosfera d’altri tempi e per la tranquillità della sua gente (specie in questo periodo), la località della Costa Brava è stata la destinazione perfetta per le mie “esigenze”. La spiaggia più grande si trova praticamente al centro della baia, dove convergono tutte le strade e si concentrano i bar, gli hotel, i ristoranti ed il Casinò di Cadaqués.

Oltre a tutto ciò, qui si può ammirare la statua di Salvador Dalí, uno dei “residenti” più importanti di una cittadina che ha accolto personaggi illustri come ad esempio Picasso. In ogni caso è certamente Dalí colui che ha lasciato un’impronta indelebile per la storia (e direi il turismo) di questo piccolo paese incastonato tra Francia e Spagna. Qui ha conosciuto Gala, la sua musa, e proprio grazie a tale incontro Dalí è diventato quell’artista che oggi conosciamo. Amava particolarmente l’area di Cap de Creus poiché era un ambiente ideale per rilassarsi ed al tempo stesso lavorare ispirandosi ai paesaggi incontaminati che si hanno da queste parti. Per tale ragione lui e Gala si sono stabiliti in una casa a Port Lligat, una cala poco distante da Cadaqués.

La camminata sul lungomare costeggia gran parte del centro abitato, regalando così una serie di scorci paesaggistici uno più bello dell’altro. Lungo il percorso si incontrano delle piccole spiagge dove vengono “parcheggiate” le barche ed alcuni pannelli ai lati della strada che indicano i luoghi da cui Dalí ha preso spunto per i suoi quadri. Barche parcheggiate in spiaggia a CadaquésLa statua di Dalí a CadaquésCadaqués ammirata dalla passeggiata lungomare

Passeggiata a Cala Nans

Un’escursione piacevole e piuttosto breve che suggerisco di fare è quella da Cadaqués al Faro de Cala Nans. Lasciando alle spalle la Chiesa di S. María bisogna proseguire sulla destra sul lungomare. Ad un certo punto la strada taglia verso l’interno ed è sufficiente seguire le indicazioni per raggiungere il faro. Ho fatto questo giro il sabato mattina prestissimo, con sveglia attorno alle 5:30 per vedere l’alba su Cadaqués, qui dove sorge il primo sole in Spagna. I colori del cielo, i riflessi sull’acqua ed il silenzio del paese: un’atmosfera da brividi ed uno dei miei ricordi più belli di sempre! Alba su Cadaqués

Quando le case si diradano inizia il sentiero che costeggiando la collina porta a destinazione. Essendoci stato intorno alle 6:30-7 non c’era anima viva in giro. Solo io e la natura. Il percorso non presenta alcuna difficoltà particolare, soltanto qualche sali e scendi qua e là. Meglio così, almeno si possono contemplare in tutta tranquillità ogni piccola insenatura e l’acqua cristallina, mentre all’orizzonte i raggi di sole iniziano ad illuminare le case bianche di Cadaqués. Per quanto riguarda la durata della passeggiata, partendo dal centro del paese ho impiegato circa un’ora e mezza.




Cadaqués vista dal sentiero verso Cala Nans

Dal faro, ormai in disuso, è possibile ammirare tutta la baia e, nascosto tra gli scogli che affiorano dal mare, il centro abitato sullo sfondo. Ho approfittato del piccolo slargo davanti all’edificio per fare colazione godendomi tale vista unica e tutta per me. Prima di tornare indietro a Cadaqués do un’occhiata alle incisioni che i “visitatori” hanno lasciato sul parapetto. È come avere di fronte a sé un libro dei ricordi con pensieri in ogni lingua (pochissimi in italiano) risalenti anche agli anni ’90. Chissà nel frattempo cosa stanno facendo e dove sono tutte queste persone…

Sulla via del ritorno osservo le case che mano a mano si avvicinano ed ecco che incrocio le prime persone della giornata che portano a spasso il cane oppure fanno una corsetta. Una cala della baia di CadaquésIl Faro di Cala Nans a Cadaqués

Da Cadaqués (Port Lligat) a Cap de Creus

Una volta visitata la casa di Dalí a Port Lligat è d’obbligo proseguire verso Cap de Creus. Qui, una volta raggiunto il faro che domina il promontorio, ci si trova nel punto più orientale della Spagna. Cap de Creus è un ambiente particolare, molto interessante dal punto di vista geologico, e per questo è stato inserito in un’area protetta (come auspicava lo stesso Dalí). La distanza da Port Lligat è di 6 km circa ed a piedi si impiegano almeno due ore e mezza per giungere al faro.

Lo si può fare in due modi:

  • seguendo la strada dove transitano le macchine (nei pressi del faro c’è un ristorante);
  • attraverso i vari sentieri che deviano dal percorso principale per costeggiare il promontorio.

Qualsiasi sia la vostra scelta, avrete modo di osservare Cap de Creus da una posizione privilegiata, immersi nella natura che sembra “divorarsi” le poche villette lasciate costruire nella zona. La strada non era molto trafficata e grazie a ciò mi sono goduto una passeggiata lunga ma ricca di angoli da fotografare. Quando terminano le case, il paesaggio si fa ancora più arido e prevalentemente roccioso. Da Cadaqués a Cap de CreusDa Cadaqués a Cap de CreusLa strada che da Cadaqués conduce al faro di Cap de Creus

Soprattutto nell’oretta finale di cammino la natura mi ha regalato scorci unici quali calette e formazioni rocciose a non finire. A tal proposito, prima di percorrere l’ultimo tratto che conduce al faro di Cap de Creus, suggerisco di fare una piccola devazione sulla sinistra e raggiungere l’area chiamata Tudela. Qui si arriva solo a piedi (c’è il parcheggio per le auto appena prima del sentiero) ed è un’area completamente incontaminata con cumuli di rocce dalle forme più curiose che scendono fino al livello del mare. È una zona silenziosa e talmente suggestiva che lo stesso Dalí era un “visitatore” abituale. Una serie di pannelli informativi nei pressi del mirador (il punto panoramico) illustrano la storia di Tudela e di come il suo paesaggio abbia inspirtato alcune opere del genio catalano. Da Cadaqués a Cap de Creus: il Paratge di Tudela

La fatica della passeggiata inizia a farsi sentire, non tanto per i chilometri macinati, ma più che altro per il sali e scendi che caratterizzano il percorso. Gli ultimi tornanti mi separano dalla punta della Spagna e quando vedo all’orizzonte il profilo del faro finalmente sono arrivato a destinazione. Una sosta rigenerante al ristorante è quello che ci vuole e visto il bel tempo mi accomodo in un tavolinetto all’aperto. Dopo un po’ di riposo raggiungo il faro (chiuso) e poi proseguo poco oltre per la foto ricordo dal masso con la targa di Finisterre-Cap de Creus, rispettivamente i punti più occidentali ed orientali del paese (in realtà Finisterre non lo è ma idealmente tutti lo considerano come tale). Mentre osservo il mare davanti a me penso proprio al promontorio galiziano, una località che desidero assolutamente visitare in un prossimo viaggio in Galizia. Da Cadaqués (finalmente) al faro di Cap de CreusLa costa da Cap de Creus fino a CadaquésDa Cadaqués al faro di Cap de Creus, la punta orientale della Spagna

Da qui la Francia è vicina, questione di poche decine di chilometri, e me ne accorgo dal fatto che a seconda di come mi sposti cambia il gestore telefonico sul mio cellulare. Seguo con lo sguardo la linea frastagliata della costa catalana ed all’orizzonte intravedo le prime case bianche di Cadaqués. Ed è proprio lì che sono diretto, questa volta però usufruendo di un passaggio in macchina offerto da tre ragazzi spagnoli che avevo incrociato a Port Lligat e poi rincontrati casualmente proprio al ristorante di Cap de Creus.

Una chiacchierata tra “nuovi” amici è la maniera migliore per concludere una giornata così intensa alla scoperta di Cap de Creus, una delle zone più affascinanti della Costa Brava e della Spagna.




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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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