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San Sebastián-Donostia, cosa fare e vedere in tre giorni tra spiagge, storia, colline panoramiche e tour dei pintxos

San Sebastián-Donostia, cosa fare e vedere in tre giorni tra spiagge, storia, colline panoramiche e tour dei pintxos


Dopo aver dedicato due giorni alla visita di Bilbao ed aver esplorato la costa basca arrivando da Bakio a San Juan de Gaztelugatxe, è giunto il momento di spostarmi in un’altra provinciaGuipúzcoa – per conoscerne il capoluogo, ossia San Sebastián-Donostia. La denominazione ufficiale include la versione in castigliano e quella in basca, per comodità mia da ora in avanti userò soltanto quella spagnola.

Sebbene sia una meta che ben si presta ad un’escursione giornaliera da Bilbao (poco più di un’ora di autobus), il mio consiglio è, se possibile, di trascorrervi almeno una notte poiché ci sono diverse cose da fare e da vedere. Se le sue dimensioni sono piuttosto ridotte, è anche vero che ritagliarsi un giorno in più consente di godersi meglio l’atmosfera della città e di girarla con la dovuta calma.

 

I luoghi di interesse di San Sebastián da non perdere

La città, affacciata sul mar Cantabrico, vanta un litorale di oltre 6 Km che include tre spiagge e tre colline panoramiche. Oltre alla sua bellezza paesaggistica, il centro conserva musei e le poche tracce che ricordano il passato di San Sebastián (il perché lo spiego più avanti) ed un’infinità di bar e ristoranti dove mangiare i pintxos, un vero e proprio rito da queste parti.

Eccovi allora l’itinerario turistico che ho seguito per scoprire le diverse anime di una città di cui avevo sentito parlare molto bene e che, una volta vista, non posso che farlo anch’io.

 

1° giorno a San Sebastián: playa de Ondarreta, Peine del viento, tour della città e dei pintxos

Le prime ore le trascorro nel quartiere più occidentale, “Antiguo”. Attenzione a non confonderlo con il centro storico, il termine infatti si riferisce al fatto che anticamente qui sorgeva un monastero dedicato al santo francese San Sebastiano. Di esso oggi non rimane più nulla, al suo posto infatti vi è il Palacio de Miramar.

Pernotto la prima notte all’Hotel Codina, considerato uno degli hotel storici di San Sebastián, e molto comodo per raggiungere la playa de Ondarreta, una spiaggia dotata di bar (d’estate), aree giochi per bambini e punto di partenza per chi vuole raggiungere a nuoto – circa 500 m – l’isla de Santa Clara. È l’isolotto ubicato davanti alla baia, si tratta di uno spazio protetto con una piccola spiaggia ed un bosco con vari sentieri. I battelli la collegano con la città durante il periodo estivo.

Gli eleganti giardini dominati dalla statua della Regina María Cristina dividono la spiaggia dalle villas de Ondarreta, un insieme di ville estive costruite nel secolo XX secondo vari stili architettonici, soprattutto basco, neoclassico e razionalista.

Costeggiando la spiaggia verso il monte Igeldo si raggiunge uno dei luoghi più suggestivi di San Sebastián, il Peine del Viento. Mi riferisco al gruppo scultoreo con “pettini d’acciaio” incastonati nelle rocce ideato dallo scultore locale Chillida e dall’architetto Ganchegui. Vi giungono qui sia gli abitanti che i turisti per osservare le onde infrangersi sugli scogli ed inoltre è uno dei punti più belli per ammirare il tramonto.

I giardini sulla Playa de Ondarreta a San Sebastián La playa de Ondarreta a San Sebastián-Donostia - Paesi Baschi, Spagna L'isla de Santa Clara di San Sebastián-DonostiaLa scultura del Peine del Viento a San Sebastián-Donostia - Paesi Baschi, Spagna

Il monte Igeldo è il più alto di quelli affacciati sulla baia e, sulla sua sommità, all’inizio del XX secolo è stato aperto un parco attrazioni in funzione tuttora. Ci si può arrivare a piedi oppure in auto, tuttavia, il mezzo consigliato è la funicolare. In compagnia di Esther, la mia guida di San Sebastián Guides, seduti sulle sue panche in legno sembra di tornare immediatamente indietro di un secolo, ai fasti della Belle Époque, quando San Sebastián era una delle mete turistiche più rinomate di Spagna e non solo. Una volta giunti in cima, il panorama dell’intera baia è semplicemente spettacolare (peccato solo per la nebbiolina all’orizzonte) mentre purtroppo il parco è chiuso. Scopro così che funziona diversamente rispetto ai parchi divertimento moderni. Cioè, a differenza di questi, non si paga un ingresso generale bensì uno per ogni attrazione che si desidera fare. Guardandomi attorno noto una costruzione che richiama una torre difensiva del castello mentre, dall’altro lato del monte, dove si trova un hotel di lusso, si può osservare un faro e la costa basca perdersi all’orizzonte.

La Funicolare del Monte Igeldo a San Sebastián Panorama su San Sebastián dalla cima del Monte Igeldo Il faro del Monte Igeldo - San Sebastián, Spagna

Tornati giù, è il momento di lasciare il quartiere Antiguo per raggiungere il cuore della città. Lo facciamo percorrendo il lungomare ed attraversando il tunnel decorato con motivi marini che conduce al paseo de la Concha.

Prima però, breve deviazione al Palacio de Miramar, uno dei luoghi più emblematici della San Sebastián di fine secolo XIX. Il palazzo in stile inglese fu residenza estiva della Regina María Cristina e di Re Alfonso XIII e, mentre oggi gli interni non sono visitabili, è possibile sedersi sulle panchine oppure sdraiarsi sui prati affacciati direttamente sulla baia.

Il Palacio de Miramar di San Sebastián (Spagna)Giardini del Palacio di Miramar di San Sebastián

Passato il tunnel, si accede al quartiere Romántico, edificato a partire dalla metà dell’800 in seguito all’abbattimento delle mura che cingevano la cittadella antica. Qui si incontrano gli hotel di lusso, i casinò, i teatri ed i palazzi dallo stile parigino simbolo della Belle Époque e del periodo d’oro di San Sebastián. Esso iniziò quando nel 1885, dopo la morte del Re Alfonso XII, la regina reggente María Cristina trasferì la sua corte al Palacio de Miramar. Tale evento portò negli anni successivi all’abbellimento della città che divenne pertanto famosa ed apprezzata a livello europeo. Questo status rimase anche dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando diversi personaggi ed artisti spagnoli ed internazionali si ritrovarono puntualmente qui.

La visita comincia dalla Catedral del Buen Pastor, caratterizzata da un campanile alto 75 m e costruita in stile neogotico nel 1897. Il fatto curioso è che l’edificio sorge esattamente dalla parte opposta rispetto alla Iglesia S. María, situata ai piedi del monte Urgull nel centro storico. Tappa successiva è in Plaza de Guipúzcoa, la piazza che ospita il Palazzo del Governo Autonomo della provincia (1890) e con al centro un bel giardino ben curato che fa dimenticare di trovarsi nel cuore del traffico cittadino. Ci spostiamo poi nell’area più affascinante del quartiere. Infatti, a ridosso del fiume Urumea si trovano il Teatro Victoria Eugenia e l’Hotel María Cristina, testimoni del passato di San Sebastián e visitati pure da star internazionali come Bruce Springsteen, Woody Allen, Richard Gere oppure Brad Pitt in occasione di eventi quali il Festival Internacional de Cinema.

Da qui si scorgono poi i ponti vicini, ognuno con la sua fisionomia caratteristica. Il più importante è senza dubbio il Puente de María Cristina, grazie in particolare ai piloni sormontati da quattro “Pegaso” dorati, e dal 1905 collega la città con la stazione ferroviaria e degli autobus.

La Catedral del Buen Pastor di San Sebastián Plaza de Guipuzcoa a San Sebastián-Donostia Scorcio del Teatro Victoria EugeniaL'Hotel María Cristina di San Sebastián-Donostia Il ponte "María Cristina" di San Sebastián

Spostandoci più a nord, dove una volta sorgevano le mura a difesa del centro storico, oggi si apre il boulevard, una strada pedonale che ricorda un po’ la classica rambla catalana con vari negozi (tra cui l’ufficio del turismo di San Sebastián), bar e ristoranti. Il palazzo che chiude la via verso la baia è l’antico casinò, costruito nel 1887 ispirandosi a quelli presenti sia nella riviera francese che in quella italiana. Oggi invece è la sede del Municipio e si affaccia sui jardines de Alderdi Eder, progettati alla fine dell’800. Sono adornati dai Tamarindos, una specie presente lungo tutto questo tratto di costa, e dal carosello che, oltre a richiamare l’atmosfera della Belle Époque, ogni giorno è tappa fissa delle famiglie con bambini piccoli.

Siamo così arrivati nel luogo più famoso della città, la playa de la Concha. L’elemento che la caratterizza è la ringhiera che la costeggia, in particolare il suo motivo ornamentale ideato dall’architetto Alday nel 1916. La spiaggia diviene famosa a partire però dal 1845 quando, su consiglio medico, la Regina Isabella II viene qui a fare il bagno per curare un problema ai piedi. E così, a breve la seguirono la sua corte e gli aristocratici più influenti dell’alta società. Oggi, grazie alla sua estensione, accoglie indistintamente i locali ed i turisti, in prevalenza provenienti dal nord Europa e dalla Francia, quest’ultima distante appena una ventina di Km da qui.

Dall’Ayuntamiento al tunnel che conduce al quartiere Antigua vi sono un paio di Km ed è soprattutto nel primo tratto della passeggiata lungomare che si concentrano gli hotel storici – ad esempio l’Hotel Londres e l’Hotel Niza – e poi La Perla, un centro benessere sulla spiaggia attivo dal 1912.

Tramonto sulla playa de la Concha a San Sebastián La piazza del Municipio di San Sebastián-Donostia

Dopo aver fatto un bel po’ di strada a piedi la fame si fa sentire e così con Esther iniziamo il tour dei pintxos (personalizzabile secondo le esigenze di ciascuno). Parlando di gastronomia, San Sebastián è uno dei posti dove si mangia meglio nel mondo. Basti pensare infatti che nell’arco di soli 25 Km si trovano ristoranti di alto livello per un totale di 17 stelle Michelin e, alla pari con la sola Parigi, in città vi sono tre ristoranti con tre stelle. Inutile dire quindi come la cucina rappresenti una vera e propria attrazione turistica. Ciò spiega anche perché, a differenza di quasi tutte le città più visitate, qui vi siano pochissimi di questi posti che io definisco “trappole per turisti”, ossia i locali dove si mangia roba di bassa qualità e soprattutto piatti non tipici della zona. Per farvi un esempio, io non sceglierei mai i ristoranti che espongono cartelli con scritto “Aquí hay paella”.

Detto ciò, la cosa più tipica che si può fare è ir de pintxos… ossia girare i locali, in particolare quelli della parte vieja, ed assaggiarne uno o due per volta. Come bevanda da accompagnamento, l’ideale è il Txakoli, un vino bianco riscoperto e rivalutato negli ultimi anni, oppure il sidro, una specialità che prima di visitare i Paesi Baschi pensavo riguardasse solamente le Asturie. Tornando ai pintxos, originariamente si riferivano a delle fette di pane guarnite con uno o più ingredienti tenuti assieme da un bastoncino. Col passare del tempo, lo stesso termine si riferisce a portate più o meno elaborate oppure a veri e propri piatti. Ciò che è rimasto invariato è il valore sociale dell’usanza di provare pintxos in posti differenti: è l’occasione infatti per incontrarsi con amici oppure per conoscerne di nuovi.

Ogni posto ne propone di vari tipi:

  • freddi, già disposti sul bancone e si possono prendere chiedendo un piatto al personale;
  • caldi e più elaborati, costano leggermente di più e vanno ordinati.

La cosa che mi è piaciuta maggiormente è che quasi sempre mi sono ritrovato a mangiare a stretto contatto con le altre persone stando appoggiato direttamente al bancone del bar. È piuttosto raro infatti sedersi al tavolo ed essere serviti dal cameriere. Questo avviene unicamente nei ristoranti.

Il tour gastronomico comincia nel quartiere Gros, situato al di là del fiume Urumea e diventato di tendenza da pochissimi anni. Anche per questo motivo, per adesso è frequentato prevalentemente dai “donostiarri”. Ci fermiamo alla Bodega Donostiarra dove, oltre all’immancabile tortilla, ho l’occasione di provare il pintxos Gilda”, nato a San Sebastián in onore di Rita Hayworth. Consiste in un bastoncino – chiamato banderilla – con olive, acciughe e peperoni piccanti (ma non troppo). Una pietanza tutto sommato semplice ma un must da provare… il tutto accompagnato da una caña de cerveza.

L’itinerario prosegue nel centro storico, dove l’offerta gastronomica è praticamente infinita e e davvero di alta qualità, al punto che è facile ritrovarsi circondati sia da turisti che dagli abitanti locali, segno inequivocabile che si mangia bene. Qui proviamo i pintxos del Bar Sport (calle Fermín Calbetón 10) e Gandarias (calle 31 de Agosto), in entrambi i casi rimango esterrefatto dinnanzi alla varietà di piatti presenti sul bancone.. roba da ingrassare solo guardandoli!

Cosa fare a San Sebastián: tour dei pintxos nel quartiere Gros Degustazione di Pintxos al Bar Sport - Parte vieja di San Sebastián Tour dei pintxos da Gandarias - San Sebastián, Spagna

Tra un boccone e l’altro, Esther mi spiega un altro elemento distintivo della tradizione culinaria locale, le società gastronomiche. Si tratta di locali attrezzati dove i soci si ritrovano per mangiare il cibo che ognuno ha portato da casa. Alla fine si calcola la spesa totale che viene quindi ripartita tra i partecipanti. L’accesso è riservato esclusivamente ai membri oppure alle persone invitate dagli stessi.

Per favorire la digestione, mi godo il tramonto andando avanti e indietro lungo la passeggiata che costeggia la playa de la Concha ed ammirando poi il suggestivo municipio in versione notturna.

 

2° giorno a San Sebastián: il centro storico ed il quartiere Gros

La mattina mi trasferisco alla Pensión Añorga, situata nel barrio Romántico ed a 5 minuti a piedi dalla spiaggia Concha. Il programma della giornata è esplorare con calma la Parte Vieja e visitare il Museo de San Telmo.

Va fatta però una piccola premessa: la definizione di “centro storico” si rifà più che altro al fatto che San Sebastián è nata qui, in questo lembo di terra tra il mare ed il fiume. Tuttavia, la maggior parte di ciò che si vede oggi è risultato della ricostruzione avvenuta dopo l’incendio del 1813 causato dall’assedio delle truppe anglo-portoghesi che portò alla capitolazione delle truppe napoleoniche che avevano occupato la città fin dal 1808 durante la Guerra di Indipendenza. I pochi edifici superstiti sono raccolti in calle 31 Agosto, tra l’altro una delle vie migliori in quanto ad offerta gastronomica.

Uno degli edifici originali del centro storico di San Sebastián

L’itinerario comincia dalla Plaza de la Constitución, cuore pulsante della città vecchia con le arcate disposte sui tre lati che “nascondono” ristoranti e caffetterie. L’elemento curioso è la presenza dei numeri sulle balconate, qui infatti una volta si svolgevano le corride. Percorrendo la vicina calle Mayor si arriva davanti alla facciata barocca della Basílica de S. María (XVIII secolo), dominata dalla scultura di San Sebastian e dal cui sagrato si scorge all’orizzonte, sulla stessa linea d’aria, la torre campanaria della Catedral del Buen Pastor.

A questo punto, si può scegliere se deviare verso la baia, arrivando così al porto, oppure proseguire verso il fiume costeggiando la Iglesia de San Vicente, chiesa gotica risalente all’inizio del XVI secolo ed edificio più antico della città.

Nel primo caso, nella zona portuale si distinguono ancora le fortificazioni che fino a due secoli fa proteggevano la città, lungo il molo invece sorgono le case dei pescatori, diversi ristoranti, il Museo Naval, che racconta il legame storico tra gli abitanti ed il mare e conserva inoltre lo scheletro dell’ultima balena catturata sulla costa nel 1901, infine l’Aquarium, un viaggio alla scoperta del mondo subacqueo ammirando oltre 5.000 specie marine.

Plaza de la Constitución di San Sebastián (Spagna) Scorcio della Basilica di S. María nel centro storico di San Sebastián L'Iglesia San Vicente nel cuore medievale di San Sebastián-Donostia Il porto turistico di San Sebastián

L’unico interno che ho visitato (per questioni di tempo) è il Museo San Telmo, rinnovato recentemente, ospitato all’interno di un convento domenicano del XVI secolo situato ai piedi del monte Urgull e nascosto da fuori da un edificio contemporaneo costruito nel 2011. La visita è un viaggio nel tempo per conoscere la storia basca osservando da vicino oggetti e documenti – stele funerarie, utensili e materiale di uso quotidiano, opere d’arte – testimoni di usi e costumi durante le varie epoche storiche. Il tutto esposto nelle sale affacciate sul chiostro rinascimentale e nella chiesa.

Inoltre, nel corso dell’anno le sale apposite ospitano mostre temporanee di respiro internazionale. L’entrata generale è di 6€, vi sono poi tariffe ridotte a 3€ per gli over 65, gli studenti con tesserino valido e le famiglie numerose, i minorenni ed altre categorie specifiche vi possono accedere gratuitamente. Segnalo pure che il martedì l’ingresso è gratuito per tutti. Nell’edificio vi è una caffetteria ed un guardaroba dove riporre gli zaini (anche quelli piccoli) prima di iniziare la visita.

Visita del Museo San Telmo di San Sebastián (Spagna) Il Museo di San Telmo e la storia dei Paesi Baschi - Donostia, Spagna

Ad ogni modo, che vi troviate nel porto oppure presso il Museo San Telmo, il Paseo Nuevo prima ed il Paseo de Salamanca dopo costeggiano il monte e conducono al Puente de Zurriola, punto dove il fiume Urumea sfocia nel mare e dove pure si accede al quartiere Gros.

È la zona più giovane e dinamica di San Sebastián, qui si incontrano i surfisti che ogni giorno si danno appuntamento nella playa de Zurriola pronti per sfidare le onde. In questa zona infatti il mare è più agitato e per tale motivo è sconsigliato fare il bagno per chi è alle prime armi, specie i bambini, senza la “sorveglianza” di qualcuno più esperto. Un elemento distintivo del lungomare è il Palacio Kursaal, due edifici cubici con vetro translucido opera di Rafael Moneo. Fin dal 1999 è stato al centro di dibattiti poiché il suo stile architettonico poco si adatta a quello degli edifici attorno. Ammetto che anche a me non è piaciuto molto, è un po’ meglio visto dal lungomare con l’illuminazione notturna. Oggi è la sede principale del Festival Internacional de Cine che si svolge in città nel mese di settembre a partire dal 1953. Le star del cinema invitate alloggiano per l’occasione al vicino Hotel María Cristina mentre il red carpet si trova proprio nella spianata attorno ai due cubi.

Il lungomare di Gros termina in corrispondenza della Paloma de la Paz, una scultura che vuole rappresentare la potenza della parola e del dialogo nei confronti della violenza. Alle sue spalle svetta il monte Ulia, l’ultima collina panoramica della città e luogo di passaggio dei pellegrini in viaggio verso Santiago de Compostela.

La playa de Zurriola nel quartiere Gros a San Sebastián

 

3° giorno a San Sebastián: salita al monte Urgull

L’ultimo giorno lo dedico in parte al monte Urgull, la cima che “protegge” la parte vieja della città. Vi si accede da diversi punti, ad esempio dal Paseo Nuevo, e vi sono sentieri più o meno ripidi che conducono in cima. Il tour panoramico costeggia ciò che rimane delle antiche mura difensive, dei punti di osservazione della costa e delle batterie di cannoni. Il monte infatti è sempre appartenuto all’esercito e quindi è una valida testimonianza del passato militare di San Sebastián. Solo dal secolo scorso è diventato proprietà del comune che pertanto si è occupato della messa a nuovo dell’area rendendola un parco urbano.

Durante la salita, sul lato rivolto verso Gros è situato il Cementerio de los Ingleses, un cimitero in tipico stile anglosassone dove riposano i soldati della legione britannica morti durante la guerra civile spagnola che si combattè tra il 1833 ed il 1840 per la successione al trono.

Sulla sommità del monte sorge il Castillo de la Mota, all’interno del quale è possibile visitare il museo Casa de la Historia (entrata gratuita) che racconta gli oltre 800 anni di storia della località basca. Inoltre, da qui si può arrivare ai piedi del monumento del Sagrado Corazón. Questo è l’unico punto della città dal quale si possono osservarne tutte e tre le spiagge.

Salita al monte Urgull di San Sebastián - Paesi Baschi, Spagn Il Castillo de la Mota sul Monte Urgull - San Sebastián Panorama di San Sebastián dalla cima del Monte Urgull La statua del Sagrado Corazón che domina sul monte Urgull di San Sebastián

Tornato in centro, non mi rimane che trascorrere le ultime ore del soggiorno in totale relax, seguendo l’ispirazione del momento. Ne approfitto per provare ancora qualche altro pintxos girando alcuni bar-ristoranti del centro storico (Grazie infinite, Maite!).

La lista sarebbe lunghissima – Getaria, Urepel, Bodegón Alejandro, Casa Urola, La Cepa, Gambara, Txepetxa (specializzato in acciughe) – ma non posso non segnalarvi La Viña (calle 31 de agosto 3). Infatti, tra le delizie da provare spicca la celebre tarta de queso, talmente buona che è stata inserita dal giornale ABC al sesto posto tra le 10 migliori di Spagna. Ultimo promemoria pratico: “ristorante” in basco si dice “jatetxea”.

La "tarta de queso" de "La Viña" a San Sebastián

La mia visita di San Sebastián-Donostia si conclude così, tra un boccone e l’altro, lasciandomi una grande voglia di tornarci perché, sebbene abbia avuto già la possibilità di visitarne i luoghi di maggior interesse, sono rimasto affascinato dalla sua atmosfera rilassata di inizio ‘900 e soprattutto è uno dei posti in assoluto dove ho mangiato meglio in vita mia.

 

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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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