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Santander, Spagna del nord: cosa vedere in 2 giorni nel capoluogo della Cantabria

Santander, Spagna del nord: cosa vedere in 2 giorni nel capoluogo della Cantabria




Dopo aver visitato Jerez de la Frontera e Córdoba in Andalusia ed avendo inoltre già visto in precedenza la parte della costa mediterranea fino a Valencia, ho deciso di andare alla scoperta di Santander, città della Spagna del nord e capoluogo della Cantabria, regione autonoma confinante a est coi Paesi Baschi ed affacciata a nord sul Mar Cantabrico.

In atterraggio all'aeroporto di Santander

Come arrivare in centro dall’aeroporto di Santander

Atterro al piccolissimo aeroporto di Santander dopo soli quaranta minuti di volo da Madrid e raggiungo il centro città con l’autobus S4 che in dieci minuti ed al prezzo di 2,50€ mi porta alla stazione degli autobus, situata davanti a quella ferroviaria. Si può raggiungere Santander dall’Italia con Ryanair da Milano (Bergamo Orio al Serio) e Roma Ciampino mentre con Volotea da Venezia.

Impiego poi poco più di cinque minuti per arrivare all’Hotel La Mexicana, posizionato in una strada pedonale a fianco del palazzo del Comune, perfetto quindi per muoversi in città. Prima di partire mi ero fatto una sorta di programma scegliendo di dedicare la giornata di sabato al lungomare con l’intenzione di raggiungere il Faro di Cabo Mayor posto esattamente nella parte opposta del paese. La visita del centro storico, poiché piuttosto piccolo, la riservo invece per la domenica.

Imbarcadero e Baia di Santander

Cosa vedere sul lungomare di Santander

Sono circa le 11 ed incurante del freddo e della pioggerellina mi metto in marcia, d’altronde mi attendono solamente 16 km di cammino!
Mi porto verso il lungomare passando la Plaza Porticada, raggiungo quindi i Giardini di Pereda e la piazza antistante, dove si affacciano il Palazzo delle Poste e quello della Banca di Spagna, ossia il celebre Banco di Santander.
Il Banco di Santander
Mi giro dall’altra parte e finalmente osservo il Mar Cantabrico, caratteristico in quanto la baia è rivolta verso l’interno del territorio: nonostante il grigiore della giornata la vista è suggestiva con la catena dei Monti Cantabrici innevati sullo sfondo.

All’epoca della mia visita, buona parte dell’area era un cantiere a cielo aperto poiché si stava costruendo il Centro Botín, un centro innovativo dedicato all’arte, alla cultura e ad una serie di attività formative. La struttura, poggiata su colonne e pilastri in modo da non coprire la vista della baia, è stata ideata da Renzo Piano ed ha aperto nell’estate del 2017.

Uno dei punti migliori per godersi il panorama è nei pressi della famosa Gru di pietra, costruzione di trenta tonnellate risalente al XIX° secolo ed utilizzata per lo scarico delle merci che arrivavano nella città spagnola. Oggi è un monumento e soprattutto un punto di ritrovo per gli abitanti ed i pescatori. A poche decine di metri si trova il Palazzetto dell’Imbarcadero, un piccolo gioiello architettonico da cui è possibile imbarcarsi per fare il giro della baia.

Tiro dritto al Molo del Calderón arrivando a “los Raqueros“, un gruppo di statue raffiguranti dei bambini intenti a tuffarsi. Ciò in ricordo di un’usanza diffusa fino a diversi anni fa, nella quale essi stessi si lanciavano in acqua per raccogliere le monete che venivano tirate dai turisti.
La gru di pietra di SantanderIl palazzetto dell'Imbarcadero di SantanderIl monumento a los Raqueros di Santander
La prima impressione di Santander è positiva, è talmente tanta la voglia di macinare chilometri costeggiando il mare che non mi preoccupo neanche del freddo e della pioggerellina che d’altronde mi accompagneranno per tutta la durata del soggiorno.

Proseguo attraversando abbastanza frettolosamente la zona di Puertochico con tutti gli yacht parcheggiati, lasciando dietro di me una serie di edifici tanto moderni quanto di dubbio gusto stilistico.

 

Le spiagge di Santander

Iniziano poi a susseguirsi le diverse spiagge che di lì in avanti mi accompagneranno fino alla meta che mi ero prefissato. Passo le prime due, Playa de los Peligros e Playa de la Magdalena dedicandogli il giusto tempo necessario per fare qualche fotografia panoramica perché vedo finalmente apparire all’orizzonte la Penisola della Magdalena, uno dei posti più belli e caratteristici della città cantabrica.
La playa de los peligros di SantanderPlaya de la Magdalena di Santander

La Penisola della Magdalena di Santander

Si tratta di un ampio parco di 25 ettari dominato dall’omonimo Palazzo della Magdalena, ex residenza ufficiale estiva della casa Reale spagnola. Si può girare all’interno di quest’area verde a piedi oppure prendendo il Magdaleno, un trenino turistico che compie il giro della penisola. La camminata è assai piacevole e fortunatamente ha smesso di piovere. Cercando di non infangarmi troppo abbandono la strada e devio sul versante di destra per fotografare la Playa de los Bikinis che mi colpisce per l’isolotto che ha di fronte a sé e che ospita una scuola di vela.

Il verde del parco, la sabbia e quindi l’azzurro del mare: questa esplosione di natura mi colpisce particolarmente ed il colpo d’occhio è stupendo. Il paesaggio mi trasmette un senso di malinconia che secondo me caratterizza almeno in parte le spiagge oceaniche e proprio per questo le rende così speciali.

Playa de los bikinis di SantanderGià che ci sono arrivo fino al Faro della Cerda, situato sulla punta della penisola e costruito nel 1870 per avvistare i potenziali nemici in avvicinamento.

Oggi è un punto ideale per avere una vista suggestiva sull’oceano a sinistra e sul lungomare di Santander a destra.

Il Faro della Cerda di Santander Ritorno quindi sulla strada principale che segue il perimetro dell’isola arrivando davanti al Palazzo Reale e non posso che rimanere incantato alla sua vista. Venne costruito tra il 1908 ed il 1912 come residenza estiva ufficiale di ‪Alfonso XIII°‬ di ‪‎Spagna‬ a partire dal 1913 fino al 1930.
Sono vari gli stili che caratterizzano l’edificio, da quello inglese a quello francese, e gli hanno valso la classificazione come “monumento storico-artistico” fin dal 1982. Belli sono pure i giardinetti posti davanti all’ingresso principale e le foto davvero si sprecano. Purtroppo gli interni non sono visitabili per cui non posso fare altro che immaginare il lusso e la maestosità di ogni camera del palazzo.

Complici il tempo ed il periodo dell’anno non ci sono molti turisti nelle vicinanze e così posso godermi il panorama con tranquillità: il complesso è talmente immenso che farlo stare in un unico scatto è piuttosto complicato. Mi soffermo in particolare sui dettagli architettonici che mi richiamano più la Scozia che la Spagna (e succederà altre volte nel corso del soggiorno a Santander).

Il Palazzo della Magdalena di Santander

Verso il Faro di Cabo Mayor di Santander

Abbandonata la penisola e la sua quiete ritorno sul lungomare e nella zona maggiormente popolare di Santander, El Sardinero, dove si susseguono diverse spiagge. La prima, una delle più famose, si chiama Playa del Camello (spiaggia del cammello) così detta per via della roccia naturale che richiama la forma dell’animale, anche se in realtà la somiglianza non è più così netta a causa dell’erosione dell’acqua che ne ha modificato i tratti. La vista migliore su questa spiaggia la si ha arrivando ai Jardines de San Roque distanti poche decine di metri.

La spiaggia del cammello di Santander
Attraverso la strada per trovarmi in Plaza Italia, la  piazza su sui ci affacciano diversi edifici maestosi, in prevalenza hotel di lusso, tra cui spicca quello che ospita il Gran Casinò risalente al 1916.

Visto che sono le 15 passate approfitto dei diversi locali aperti nella zona per pranzare e recuperare un po’ di energie: la camminata è ancora lunga!

Piazza Italia e Casinò di Santander
Uscito dalla piazza tricolore, sulla sinistra posso già scorgere, seppure ancora lontano, il faro di Cabo Mayor che è la meta finale del mio itinerario di oggi.
Continuo a passeggiare lungomare passando le spiagge El Sardinero 1-2 fino a quando, a causa della strada interrotta per lavori, devio per una via interna per poter salire su verso la collina.

Qui c’è un grande parco con tanto di aree attrezzate per roulotte e camper oltre ovviamente a strutture turistiche e diversi sentieri. A causa del fango e non avendo con me scarpe di ricambio desisto a malincuore dal raggiungere il Faro, accontentandomi di ammirarlo dal basso della collina su cui si svetta.
Mi guardo attorno ed improvvisamente mi sembra di trovarmi in Scozia dal verde e dalla natura che dominano incontrastati e mi viene in mente un commento fatto dal mio amico di Santander:”Se ti piace la Scozia allora ti piacerà anche la mia città perché più ti allontani dal centro e più il paesaggio si fa incontaminato e naturale“.Il suggestivo faro di Cabo Mayor a Santander
Quando decido di rimettermi in marcia per tornare indietro opto per fare il primo tratto seguendo un percorso alternativo e decisamente più suggestivo che mi permette di camminare ai bordi delle scogliere e di passare per due spiagge, Playa de la Mataleñas e de Molinucos, praticamente nascoste tra i sassi regalandomi un panorama unico ed indimenticabile. Impossibile davvero non pensare alla Scozia e non sarete sorpresi se vi dico che alla fine del weekend questa è stata la zona della città che più ho apprezzato!


Playa de Mataleñas a SantanderPlaya molinucos di Santander
Giunto alla fine del parco ripercorro la via fatta all’andata per finire nuovamente in Plaza Italia e da lì proseguo fino al centro. Sono sfinito, inoltre fa veramente freddo e ricomincia a piovigginare. Per le 18:30 sono nei pressi del monumento de “Los Raqueros” da dove mi fermo per vedere il tramonto, purtroppo rovinato dal maltempo.

 

Cosa vedere nel centro storico di Santander

La domenica me la prendo con comodo visto che mi manca da vedere soltanto il centro storico di Santander.
Per prima cosa mi dirigo alla vicina Piazza del Comune per ammirare il palazzo cittadino, quindi proseguo a nord per il mercato dell’Esperanza, riconosciuto come uno dei migliori della Spagna per la qualità del pesce fresco. Avendo in mente gli altri mercati frequentati a Madrid così come in Andalusia me lo immagino come un luogo molto vivace e che offre uno spaccato della vita quotidiana della gente locale. Peccato che sia chiuso di domenica per cui non mi resta che accontentarmi di una fotografia esterna.

Il Comune di SantanderIl mercado de la Esperanza di Santander
Ripercorro la medesima strada per tornare in Plaza Porticada, dove sono già passato il giorno prima per raggiungere il lungomare. La piazza di stile neoclassico, oggi interamente pedonale, ha un grande valore simbolico in quanto venne costruita a partire dal 1941 dopo che un grave incendio distrusse il centro storico della città.

Tra l’altro, breve parentesi, mi è stato spiegato che la relativa “povertà” del centro di Santander è dovuta proprio a questo episodio, accaduto in tempo di guerra il che ha complicato ulteriormente le opere di ricostruzione, avvenute con pochi soldi a disposizione ed utilizzando il più delle volte del materiale riciclato.La piazza è di pianta quadrata e conta cinque archi sotto i portici che permettono di accedervi, ospita vari uffici pubblici e la sede principale della “Caja di Santader” nell’edificio centrale, quello più maestoso.

La plaza Porticada di Santander
Uscendo da Plaza Porticada proseguo lungo via Hernán Cortés per arrivare davanti alla Chiesa di S. Lucía e Plaza de Cañadío, probabilmente la piazza più movimentata di Santader per i suoi locali dove la gente si riunisce per tapeare.

Ci sono andato la sera prima e lo posso confermare, al contrario, la domenica mattina è tutto chiuso e si vedono passare solamente le persone che si recano a messa.

La plaza Cañadío di Santander
La visita si conclude raggiungendo la Cattedrale di N.S. dell’Assunzione, situata a poche centinaia di metri dal lungomare.

Si tratta di un edificio gotico del XII° secolo caratterizzato dal fatto che è distribuito su due piani con una serie di numerose cappelle minori lungo le due navate laterali: uno stile particolare che mi ha colpito facendomi apprezzare l’edificio, sicuramente differente dalle Chiese a cui sono solito pensare.

La Cattedrale di Santander
Dovendo dare un giudizio su quanto visto in due giorni a Santander, posso affermare che il centro storico è tutto sommato carino, specie considerandone la storia: sicuramente spicca la Cattedrale che merita senza dubbio una visita.
Però, ciò che porterò nei miei ricordi sarà la lunga passeggiata lungomare che mi ha permesso di ammirare paesaggi e scorci di natura suggestivi e simili a quelli che ho avuto modo di vedere durante il mio soggiorno nelle Highlands scozzesi.
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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

4 Comments

  1. Mi diverte constatare che anche tu hai trovato Santander con vento e pioggia. Per me è una piccola enclave finlandese all’interno della Spagna 🙂
    Più che la città, comunque molto viva, di Santander ho amato le spiagge che tu hai messo in evidenza. In particolare la baia di Somo :–)

    Reply
    • Eh sì, il periodo non era dei migliori e purtroppo è andata così. Alla fine comunque il tempo non mi ha dato troppo fastidio e sono strafelice della passeggiata fatta. Spero di tornare Santander presto (e possibilmente in un periodo migliore!).
      Grazie per aver lasciato il tuo commento 🙂

      Ps: scusami se l’ho approvato con così tanto ritardo ma questo weekend ero “in trasferta” e non mi sono portato dietro il pc!

      Reply
  2. una delle guide migliori che ho trovato su Santander, utile per capire velocemente cosa vedere e che giro fare se si hanno pochi giorni! 🙂

    Reply
    • Ciao Fabio!

      Mi fa molto piacere che l’articolo ti sia stato utile. Santander mi è piaciuta, peccato che il tempo sia stato piuttosto inclemente.
      Spero che tu abbia un bel ricordo della città!

      Stefano

      Reply

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