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Cosa vedere a Figueres, Spagna: visita del museo di Dalí ed itinerario alla scoperta della città catalana

Cosa vedere a Figueres, Spagna: visita del museo di Dalí ed itinerario alla scoperta della città catalana




Il Museo di Salvador Dalí a Figueres è uno dei luoghi più conosciuti e visitati della Spagna. Tra le mura dell’antico Teatro è custodito il suo “testamento” artistico, rappresentato dalle opere esposte che per la loro unicità colpiscono il pubblico più vario.

Non è facile comprendere il messaggio di Dalí, possono non piacere il suo stile ed il carattere, ma certamente non si rimane indifferenti di fronte ai suoi quadri. È un museo completamente diverso da tutti gli altri, si viene trasportati in un ambiente surreale dove non ci sono limiti all’immaginazione. Qui si parla un linguaggio alternativo rispetto a quella della vita quotidiana ma che riesce a coinvolgere ogni persona, anche i più piccoli. Proprio per questo, forse il Teatro-Museo di Dalí incuriosisce maggiormente i bambini che i propri genitori perché per loro è come entrare in un mondo fantastico che assomiglia in certi aspetti ad un cartone animato. Almeno a me ha fatto questa impressione quando ci sono stato coi miei genitori tanti anni fa. Da allora dentro di me era rimasto il desiderio di ritornarci e così ne ho approfittato con il viaggio in Costa Brava (#checkinCostaBrava).

Dopo il soggiorno a Girona e la visita del Castello Gala-Dalí di Púbol, questa è stata la seconda tappa del triangolo daliniano, la visita cioè dei luoghi chiave della vita dell’artista catalano.

 

Il Museo Salvador Dalí di Figueres

Il Museo di Dalí si trova nel centro storico di Figueres, nelle vicinanze della Iglesia di San Pere. Lo si riconosce da lontano grazie alla cupola in vetro trasparente e per le uova disposte lungo i bordi dell’edificio. In Plaça Gala i Salvador Dalí si trovano invece una serie di sculture curiose, tra cui un ritratto surrealista di Newton, che mi danno il benvenuto.Il Newton surrealista di Figueres

Queste sono soltanto un assaggio di ciò che si potrà ammirare all’interno dove, in una serie di ambienti ognuno con caratteristiche proprie, Dalí ci permette di addentrarci nel suo mondo. Lui vuole provocare, farci rompere i legami con la realtà e la razionalità, vuole colpire e sfar muovere le persone portandole in un’altra dimensione, quella surreale appunto. Punta alla liberazione da parte di ognuno di noi della propria identità autentica, quell’Io freudiano (Dalí sosteneva le tesi dello psicanalista austriaco) che si manifesta nel sonno oppure sotto effetto di droga e alcool. Va detto che il pittore catalano non ha mai utilizzato alcun tipo di droga poiché si riteneva egli stesso una droga.

Per godervi appieno questo “viaggio” suggerisco di dedicare alla visita del Museo almeno un paio d’ore. Può sembrare tanto ma credetemi, una volta entrati non ve ne accorgerete! 😉

Come per Púbol e Port Lligat, anche qui gli orari di apertura e chiusura variano a seconda del periodo dell’anno. Per tutti i dettagli e per qualsiasi altra informazione in tempo reale suggerisco di dare sempre un’occhiata al sito della Fondazione Gala-Dalí.

Di seguito trovate l’itinerario che ho seguito con Cristina, la mia guida personale che, dopo avermi portato alla scoperta di Girona, mi ha permesso di comprendere ed apprezzare le opere più importanti esposte all’interno.Il Museo Dalí di Figueres

Il Museo Dalí di Figueres: gioielli e tomba

Senza dubbio Salvador Dalí è un artista poliedrico e ce lo dimostra la prima stanza dove si possono ammirare una serie di gioielli prodotti da lui. La maggior parte sono dedicati a Gala, alcuni oggetti riportano le iniziali della coppia, altri ancora mostrano la grande raffinatezza e la cura dei particolari come ad esempio il portasigaretta.

Essi risaltano ancora di più nell’oscurità della stanza, tuttavia è un altro elemento che attira l’attenzione. Qui si trova la tomba di Dalí, molto semplice e con riportato il suo titolo di “Marchese di Púbol” (concesso dal Re Juan Carlos I di Spagna nel 1982). Museo Dalí di Figueres: gioiello dedicato a GalaLa tomba di Dalí all'interno del Museo di Figueres

Il Museo Dalí di Figueres: il cortile interno

È uno dei luoghi più emblematici e conosciuti , è la cartolina che rappresenta l’intero Museo Dalí di Figueres. Per quel che mi riguarda, è l’area che più mi aveva affascinato la prima volta.

Gran merito di ciò è dell’installazione al centro, suddivisa in tre parti:

  • alla base la Cadillac di Dalí;
  • sul cofano anteriore la statua “Queen Esther” di Ernst Fuchs per rappresentare la Dea della creatività;
  • la barca utilizzata per le escursioni a Cadaqués e Port Lligat con sotto la riproduzione delle gocce d’acqua ed un ombrello in cima.

Basta poi inserire una moneta (1€ se non ricordo male) ed ecco che… non vi anticipo niente! 😉

Nelle pareti attorno si possono ammirare diverse statue gialle che richiamano quelle degli oscar di Hollywood. Le ha volute Dalí stesso come segno di saluto a tutti i visitatori del museo. Anche in questo spazio esterno non poteva mancare il riferimento alla musa Gala: ecco allora i giardinetti a forma di “G” che circondano la Cadillac.Il cortile interno del Museo Dalí di Figueres

Il museo Dalí di Figueres: opere e quadri

La visita continua nelle sale interne dove sono esposti i quadri di Dalí più importanti (quasi tutti a dir la verità, gli altri sono sparsi nei musei più celebri del mondo!). Si tratta di dipinti affascinanti, curiosi ma alcuni anche di difficile comprensione. Devo quindi ringraziare assolutamente Cristina che me li ha spiegati alla perfezione permettendomi così di apprezzarli meglio.

Il primo che ho visto è anche quello che mi ha sorpreso di più perché si allontana dallo stile di Dalí a cui sono abituato pensare. Si chiama “Violetas imperiales“, pittura a olio del 1938. È un quadro scuro, pessimista, che riflette la grave situazione europa di quel periodo, cioè la guerra civile spagnola e l’imminente scoppio del secondo conflitto mondiale. Secondo la sua ottica surreale, è la denuncia politica di Dalí, che mette così a tacere le critiche di coloro che gli rimproverano la sua mancata presa di posizione nei confronti dei fatti storico-politici. Il telefono senza cornetta messo nel piatto al posto delle sardine morte simboleggia la mancata comunicazione tra i capi delle nazioni per evitare la guerra. La casa bianca di Port Lligat che spicca nello sfondo cupo, esprime la nostalgia del passato e la voglia di Dalí di proteggere la sua abitazione così come l’intera zona (Cadaqués e l’Empordà).Museo Dalí di Figueres: "Violetas imperiales"

Ho poi ammirato un ritratto di Picasso ed un autoritratto, entrambi fatti in chiave surrealista. Il quadro a Picasso è il tributo che Dalí vuole dare ad uno degli artisti che stima di più e che inoltre considera il genio dell’epoca.

L’autoritratto invece vuole rappresentare la maschera, il suo volto esterno che tutti riconoscono ma che in realtà nasconde il vero Io (Dalí si ispira spesso alle teorie freudiane). I sostegni della maschera richiamano la figura di Gala per ricordarci ancora una volta che senza di lei lui non esisterebbe.

Museo Dalí di Figueres: autoritratto

Dopodiché giungo nella sala dalla grande vetrata che dà sul cortile interno e sormontata dalla cupola in vetro trasparente montata negli anni ’70 (una cosa modernissima per l’epoca!). È qui che Cristina mi spiega l’ennesimo particolare che da solo non avrei mai notato. La cupola si riflette sulla vetrata creando un’immagine speculare che ricorda così gli occhi della mosca. Non si tratta di una coincidenza poiché Dalí prende spunto da questo animale per la sua capacità di osservare la realtà dall’alto, da diversi punti di vista.

In questa sala si trova un’altra delle opere che più mi aveva impressionato quando l’avevo vista da bambino. Parlo del quadro dove, a seconda della distanza da cui lo si guarda, l’immagine di Gala che guarda il mare si confonde con il volto di Lincoln, personaggio caro a Dalí perché ha abolito la schiavitù in America. Per la realizzazione del quadro sono state utilizzate tecniche e strumenti ultra moderni legati alla tecnologia del pixel: da vicino si vede Gala, allontanandosi di circa una ventina di metri ecco che appare il volto del presidente americano. Gli anni saran pure passati ma l’effetto che mi fa è sempre lo stesso: una meraviglia che dimostra una volta in più il genio di Dalí.Museo Dalí di Figueres: il quadro Gala-Lincoln

Dall’atrio entro nella stanza “rossa”, insolitamente deserta, e ne approfitto per vedere con calma i quadri esposti. Uno tra i più famosi è pure quello apparentemente più semplice, “Cesta di pane” e che vuole simboleggiare la vita. Non a caso si trova in mezzo ad altri due dipinti dove la protagonista è Gala.

Uno è intitolato “Leda atomica” (1949) ed è caratterizzato dal fatto che tutti gli elementi (lei compresa) sono sospesi in uno stato d’angoscia che riflette lo sdegno di Dalí per l’utilizzo della bomba atomica sul Giappone al termine del secondo conflitto mondiale.

L’altro è “Galarina“, in cui il suo autore mette in evidenza un profondo realismo curando ogni particolare con l’aggiunta poi di un elemento provocatorio come il seno nudo. Il nome dell’opera prende spunto da un’altra musa, ossia Fornarina, la donna che ispira le produzioni artistiche di Raffaello.Museo Dalí di Figueres: la "stanza rossa"

Dalla mia visita precedente ricordavo un’altra sala molto curiosa per via della sua installazione in 2D e 3D. Ed è proprio quella che vedo subito dopo aver lasciato alle mie spalle la stanza rossa. Prende spunto dal quadro “Ritratto di Mae West che può essere usato come appartamento” che Dalí dedica alla sua amica, un’attrice di Hollywood.

Attraverso un gioco di prospettive, una volta al centro della scalinata si possono osservare gli elementi d’arredo che visti assieme vanno a comporre il volto della donna.

Museo Dalí di Figueres: ritratto di Mae West

Con ancora in mente quanto appena visto mi dirigo al piano superiore del museo di Figueres. Si tratta di un’area di cui avevo pochi ricordi e perciò è stata una gradita sorpresa. Qui il flusso di visitatori è meno intenso e quindi posso godermi con più calma l’incredibile quantità di capolavori contenuti in un spazio tutto sommato non molto grande.

La stanza in cui ho passato più tempo è stata senza dubbio quella con le pareti viola. Qui sono molte le opere da ammirare, ad esempio la scultura di Newton in versione surrealista, ma è soprattutto il soffitto quello che mi ha colpito maggiormente. Al centro vi è una rivisitazione daliniana della Cappella Sistina con il pittore e la sua musa che salgono in cielo, ai due lati più corti invece sono state riprodotte una serie di immagini della vita reale (con gli “spettatori” Gala e Dalí abbracciati di spalle) e dall’altra parte la visione surrealista con oggetti quali la porta ed i cassetti a simboleggiare l’accesso alla vera identità dell’individuo. La mia guida Cristina si è soffermata su quest’ultimo particolare facendomi notare le monete che cadono dal cielo. Si tratta di un elemento ironico che si riferisce ad un aneddoto riguardante Dalí. Infatti, quando il sindaco di Figueres gli propose di regalare un suo quadro alla città, il pittore si rifiutò preferendo donare un intero museo prevedendo così i ricchi guadagni che ne sarebbero derivati!Museo Dalí di Figueres: il soffitto surrealista

La visita si conclude con un paio quadri emblematici della filosofia daliniana ed espressione del suo lascito artistico. Il primo è “Poesia d’America” e si può considerare il manifesto del surrealismo di Dalí. Proprio per questo, egli l’ha voluto praticamente nascondere mettendolo in un angolo di una stanza buia che soltanto i più attenti notano.

L’opera risale agli anni in cui l’autore ha vissuto negli Stati Uniti ed esprime la sua denuncia verso il conflitto razziale. Ecco quindi il tono pessimista con richiami allo schiavismo africano ed al petrolio. Tuttavia, l’uomo che “lievita” sullo sfondo e che sfiora l’uovo rappresenta la speranza nel futuro. Inoltre, compare una bottiglia di coca-cola: Dalí è uno dei primi (se non il primo!) ad introdurre un elemento pubblicitario all’interno di un quadro.

Museo Dalí di Figueres: "Poesie d'America"

Infine, “La coda di rondine“, ultimo quadro che Dalí termina prima che si ammali di Parkinson. Gala è già morta e lui esprime il suo stato d’animo dipingendo i baffi rivolti all’ingiù.

Museo Dalí di Figueres: "Coda di rondine"



Non solo Dalí, cosa vedere nel centro storico di Figueres

Con ancora negli occhi le opere di Dalí e l’emozione di essere tornato in un luogo a me caro, mi rimetto in marcia perché voglio scoprire Figueres. È una cittadina che ha un centro storico carino e piuttosto piccolo, per cui una giornata intera (considerando la visita imprescindibile del museo daliniano) può bastare.

La Rambla e la casa natale di Dalí a Figueres

Dall’Hotel Europa di Figueres raggiungo subito la Rambla, il cuore della città. È il viale alberato pedonale che si fa largo tra le strade ed i palazzi laterali. Il sabato si tiene il tradizionale mercatino dove si trova un po’ di tutto. Attorno ci sono tanti negozi di souvenirs e ristoranti che propongono diversi menù turistici. Nello spiazzo davanti al monumento dedicato a Narcís Monturiol si trova un’installazione curiosa dedicata a Dalí.

Seguendo le indicazioni si arriva in un paio di minuti alla casa natale di Salvador Dalí. Al momento è chiusa, c’è però la possibilità che possa essere aperta al pubblico nei prossimi anni. Non ci resta allora che aspettare fiduciosi!La Rambla di Figueres"Tributo" a Dalí nel cuore di FigueresLa casa natale di Dalí a Figueres

Le vie attorno al Museo di Dalí

Dalla Rambla fino al Museo Dalí di Figueres si incrociano una serie di vie pedonali piuttosto affollate dove i turisti si mescolano con gli abitanti. Qui si trovano bar e ristoranti, gelaterie, negozi d’abbigliamento e tanto altro ancora. Segnalo poi il Museo dei giocattoli della Catalogna, un luogo che farà felici i più piccoli e che contiene diversi pezzi pregiati tra cui i giochi d’infanzia dello stesso Dalí.

Da vedere poi Plaça Ajuntament, la piazza del municipio, e la mia preferita, la Plaça de Sant Pere, dove in uno scatto solo si può immortalare la Chiesa e la cupola di vetro del museo daliniano sullo sfondo.La Chiesa di Sant Pere di Figueres

Il Castello di Sant Ferran

Sono stato di nuovo a Figueres il sabato di ritorno da Cadaqués e da qui sono poi ripartito l’indomani per Barcellona.

Lasciato alle spalle il Museo di Dalí si sale per una strada che conduce di fronte alla fortezza di Sant Ferran, risalente al XVIII secolo, la più grande della Catalogna. Da qualche anno sono organizzate delle visite guidate che permettono di scoprirne gli interni, alcuni davvero sorprendenti (così mi è stato detto, purtroppo non ho avuto modo di partecipare). Un’altra cosa molto bella è che si può percorrere a piedi l’intero perimetro delle mura. È un sentiero che costeggia la costruzione e da cui si ha una vista a 360° di Figueres e della regione fino ai rilievi del Cap de Creus.Le mura della Fortezza di Sant Ferran di Figueres

Proprio con questa (lunga) passeggiata pomeridiana si è conclusa la visita di Figueres e purtroppo anche il mio viaggio in Costa Brava, una zona a cui sono legato da numerosi ricordi di gite scolastiche e vacanze coi genitori. Con molto piacere quindi sono tornato qui con la possibilità di scoprire altre località affascinanti dove ho lasciato pezzetti del mio cuore. Ed ancora una volta il desiderio è sempre lo stesso: ritornare per vivere nuovamente la magia dell’Empordà e della Spagna in generale!

 

Escursione a Figueres e visita del Teatro-Museo Dalí da Barcellona

Se state soggiornando a Barcellona, sono disponibili un paio di tour che permettono di visitare Figueres ed il Teatro-Museo di Dalí con andata e ritorno in giornata. Inoltre, uno dei due dà la possibilità di esplorare anche Girona in compagnia di una guida.

Entrambe le escursioni sono acquistabili da casa direttamente sul sito internet dell’Ente di Turismo di Barcellona.

Se invece avete bisogno di un Hotel economico a Figueres e che si vicino al TeatroMuseo di Dalí potete cercarlo su Booking.com, dove troverete le migliori offerte disponibili (anche lastminute).

 




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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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