Select Page

Cordoba, cosa vedere in un giorno nella perla dell’Andalusia

Cordoba, cosa vedere in un giorno nella perla dell’Andalusia


Pianificando la mini vacanza in Andalusia avevo deciso di visitare Cordoba in un giorno. Parto così la mattina presto da Jerez de la Frontera ed arrivo a destinazione poco prima delle 10. La stazione ferroviaria si trova a nord-ovest rispetto al centro storico e percorrendo la via più rapida lo si può raggiungere in circa 20 minuti di cammino; tuttavia io opto per un percorso alternativo spostandomi prima a est per poi tagliare verso sud. Ciò per poter ammirare alcune piazze e palazzi segnalati dalla guida che ho con me, probabilmente meno conosciuti rispetto alla Mezquita e all’Alcázar ma non per questo meno meritevoli di una visita.

 

Cosa vedere a Cordoba in un giorno

La prima tappa è Plaza de Colón, una carina e curata area verde dove posso immaginarmi gli abitanti cercare un po’ di refrigerio all’ombra durante la torrida stagione estiva: una piccola curiosità è che in quasi tutte le città più importanti di Spagna ci sono una via oppure una piazza dedicate a Cristoforo Colombo (Cristóbal Colón in spagnolo).

Smaltisco il mio momento di genovesità e proseguo dritto fino al Palacio de Viana, considerato il miglior esempio di edilizia civile di Cordoba e risalente al XIV° secolo: al suo interno c’è la collezione dei cuoi della città, alcuni del ‘400, ed inoltre si possono ammirare degli incantevoli patios. Essendo domenica e festivo, posso solo fotografare quest’ultimi poiché la mostra è chiusa.

Mi lascio il palazzo alle spalle per dirigermi verso ovest in Plaza de Capuchinos per vedere il Cristo de los Faroles, ossia una croce devozionale posta lì nel 1794 e circondata da lanterne che assicurano in questa maniera un’atmosfera magica al tramonto e di notte (purtroppo l’ho potuta vedere solo di giorno ma comunque è un bell’angolino da immortalare!). Questo è stato uno dei luoghi che più mi hanno affascinato della giornata.

Cristo de los Faroles di Cordoba, Andalusia
Uscito da questo suggestivo spiazzo mi dirigo verso sud-ovest costeggiando la Iglesia de San Miguel, edificio gotico in pietra e tra i primi edifici religiosi costruiti in seguito alla Reconquista della città per opera di Ferdinando III, per sbucare poi in Plaza de las Tendillas. Questa piazza (occupata al momento dai mercatini di Natale) è quasi interamente pedonale e rappresenta il cuore pulsante della città: al centro sorge il monumento equestre dedicato al Gran Capitán Gonzalo Fernández de Cordoba, un nobile, politico e militare spagnolo di grande fama.
La sua ubicazione è particolarmente favorevole in quanto si trova equidistante da alcune attrazioni come ad esempio la già citata “Iglesia de San Miguel” e ad est calle Claudio Marcelo che conduce ai resti del Templo Romano del I° secolo.

Tappa successiva è Plaza de la Corredera, a sud-est del Templo Romano, anticamente sede di corride e poi piazza storica con portici seicenteschi, è uno dei luoghi più vivaci della città sia di giorno che soprattutto di notte visti i numerosi bar e caffetterie presenti (mi ricorda per certi aspetti la Plaza Mayor di Madrid oppure quella di Salamanca).

Prima di arrivare alla celebre Mezquita-Catedral devo visitare ancora un paio di luoghi che mi sono segnato sulla mappa per cui proseguo verso sud fino ad arrivare alla Plazuela del Potro. Questa piazzetta deve la sua fama al fatto che vi si trova la Posada del Potro, oggi luogo di esposizioni ma in passato era la locanda descritta da Miguel de Cervantes nel suo celebre Don Quijote. Completa l’area una fontana decorata dalla statua di un puledro, il potro, il quale dà il nome stesso alla piazza.

Dall’altro lato si trovano diversi ristoranti tipici che danno su Paseo de la Ribera, la strada che costeggia tutto il fiume e che passa tra il Ponte Romano e la Mezquita.

Ormai sono quasi arrivato al famoso complesso religioso e me ne accorgo dalla ressa che c’è per le strade pedonali tra comitive di turisti e gente locale che va per tapas di bar in bar. Inoltre, man mano che mi avvicino mi pare di trovarmi sempre più in un dedalo di viuzze strette e tutte uguali (in tipico stile andaluso con tanto di patios) ma bellissime e molte delle quali caratterizzate da decorazioni floreali sui muri: a tal proposito, dopo una serie di affannose ricerche, trovo finalmente calle de las Flores, uno degli angoli più fotografati di Cordoba perché le sue case bianche sono ricoperte di fiori e in più si può godere di un bello scorcio sulla torre della Cattedrale.
Calle de las flores a Cordoba, Spagna

La Mezquita-Catedral e l’Alcázar di Cordoba

Sono finalmente pronto per raggiungere la Mezquita-Catedral. Si tratta di un complesso talmente grande che per farlo stare in un’unica fotografia ho dovuto attraversare il Ponte Romano e fotografarlo una volta arrivato dal lato opposto. Quella che oggi è una Cattedrale in realtà è il risultato di un processo di trasformazione in Chiesa cristiana partendo da una delle Moschee più belle mai costruite dall’uomo. La Mezquita continuò ad essere ampliata ed arricchita fino alla fine del X° secolo, quando poi con la Reconquista cristiana del 1236 la moschea fu convertita in chiesa e consacrata all’Assunta. Pur affascinati dallo splendore che caratterizzava l’opera musulmana, i cristiani apportarono nel corso dei secoli diversi lavori (più o meno riusciti) che ovviamente hanno modificato parzialmente l’edificio originale.

Prima di entrare costeggio tutto il perimetro esterno per poter ammirare le porte della moschea presenti su ogni lato, benché in parte manomesse. Entro poi per trovarmi nel Patio de los Naranjos, cortile immenso originariamente destinato per la purificazione spirituale. Sotto i vari portici che lo circondano ci tenne le sue lezioni pure il famoso filosofo aristotelico Averroè mentre, per quanto concerne la botanica, gli aranci che oggi dominano l’area furono piantati solamente dal XV° secolo in sostituzione delle palme. Resto affascinato dalla grandezza del Patio e dell’edificio in generale: purtroppo noto anche che c’è parecchia coda e difatti la gente in fila occupa tutti e quattro i lati. Tra l’altro le biglietterie sono chiuse per la pausa pranzo così è impossibile anche solo provare a comprare un biglietto.

Per questo motivo suggerisco di organizzarsi per tempo già da casa, ad esempio con l’acquisto online del pacchetto biglietto d’ingresso+tour guidato (in spagnolo/inglese) della durata di un’ora.

Subito dopo pranzo torno al Patio della Cattedrale e deluso inizio a realizzare che a meno di miracoli dovrò rinunciare alla visita interna perché la coda è tale e quale a prima, anzi, forse è addirittura aumentata. Decido quindi di raggiungere l’Alcázar de los Reyes Cristianos, la fortezza cristiana fatta costruire da Alfonso XI nel 1327 sui resti di un antico castello arabo e nei secoli successivi sede dell’Inquisizione e carcere fino a diventare museo negli anni ’50. Ovviamente anche qui pensare di accedere all’interno è impossibile: infatti c’è più o meno la stessa coda della Mezquita. Non mi resta allora che accontentarmi di una fotografia panoramica da fuori.

Allo stesso modo che per la Mezquita, può essere utile comprare già da casa il biglietto con inclusa la visita guidata in spagnolo oppure in inglese.
Cordoba in un giorno: l'Alcázar
Non ho ancora tantissimo tempo a disposizione perciò torno indietro verso il Puente Romano. Tale costruzione rappresenta probabilmente la più importante eredità lasciata alla città dal dominio romano: è lungo 240 m e largo 6,5 m e solo recentemente è stato reso totalmente pedonale. Lo attraverso tutto per ammirare la skyline di Cordoba e soprattutto il complesso della Mezquita-Catedral e l’Alcázar.

A dir la verità la zona in cui mi trovo non è delle migliori, o perlomeno non lo è ancora visto che ci sono diversi cantieri a cielo aperto volti a migliorarla e valorizzarla. Nonostante questo, la vista da qua è sicuramente stupenda (di nuovo mi ricorda quand’ero a Salamanca e dall’altro lato del fiume potevo ammirare il complesso delle Cattedrali). Nelle vicinanze si trova la Torre de Calahorra, costruzione difensiva eretta dai romani e rifatta successivamente dagli arabi ed infine dai cristiani nel 1369.
Panorama di Cordoba dal ponte romano
Mi godo il fantastico panorama ancora qualche istante prima di attraversare nuovamente il ponte ed iniziare ad incamminarmi verso la stazione ferroviaria; non prima però di essere transitato per la Judería, uno dei più noti quartieri ebraici di tutta Europa. Sebbene gli edifici originali siano stati ristrutturati a partire dal Settecento, l’intera zona conserva un aspetto pittoresco che ne giustifica la visita. Passeggiando tra le viuzze interne si arriva all’unica Sinagoga rimasta delle oltre trenta presenti storicamente a Cordoba ed oggi è adibita a museo.
Se avessi avuto più tempo a disposizione, mi avrebbe fatto piacere visitare questo quartiere con maggiore calma perdendomi anche tra le sue vie suggestive (in realtà senza volerlo sono riuscito a smarrirmi una volta) ma mancando poco più di un’ora al treno per Jerez sono andato direttamente verso la Puerta de Almodóvar, situata ad ovest al confine della Judería: è una porta merlata dell’epoca moresca e facente parte delle mura arabe di cui oggi è possibile vederne qualche resto nei pressi dell’Alcázar.
Da lì raggiungo la stazione ferroviaria in una ventina di minuti attraversando Paseo de la Victoria ed i suoi omonimi giardini. Alle 18 in punto parte il treno che mi riporterà a Jerez e finalmente posso godermi il meritato riposo dopo una giornata passata interamente a camminare in lungo e in largo per la città!

Cordoba si è rivelata una piacevole, anzi piacevolissima sorpresa: documentandomi su internet avevo visto numerose recensioni entusiaste di questa località ed in special modo della Mezquita-Catedral, ma non mi sarei aspettato di vedere altre attrazioni e luoghi ugualmente fantastici. Sì, perché reputo molto riduttivo limitare questa città solamente al suo famoso complesso religioso aggiungendo al massimo l’Alcázar: grazie infatti all’itinerario che ho seguito ho potuto scoprire edifici, angoli e monumenti forse meno conosciuti ai turisti ma veramente stupendi e suggestivi.

Se visitare Siviglia mi aveva talmente impressionato al punto di considerarla tra le più belle città della Spagna, devo dire che anche Cordoba si “difende bene”. L’unico rammarico che mi porto via è quello di non aver potuto visitare gli interni della Mezquita e dell’Alcázar e di aver visto svariate cose senza poterci dedicare il tempo giusto. Ma tutto ciò sarà un motivo più che valido per tornare nella (e)stupenda Córdoba!

Vi segnalo la possibilità di recarvi a Cordoba con un tour giornaliero da Siviglia che vi permetterà di visitare la Mezquita, l’Alcázar ed il centro storico, con tempo libero a disposizione per mangiare e far shopping. Il viaggio in autobus tra le due città dura circa un’ora, con partenza da Siviglia attorno alle 8 e ritorno nel tardo pomeriggio.

Se invece avete bisogno di un Hotel economico a Cordoba allora vi rimando direttamente al sito di Booking.com, dove troverete le migliori offerte disponibili (anche lastminute).

 

(Visited 1.025 times, 1 visits today)

Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *




Compra qui i biglietti e pass per visitare Madrid

Categorie

I miei prossimi viaggi

6-18 giugno: Manchester, Carlisle e gli Scottish Borders –> #checkinScozia

10-22 ottobre: Catalunya e Aragón –> #checkinCostaBrava e #checkinSaragozza

24 nov – 5 dic: Stirling, Loch Katrine, Falkirk e Edimburgo –> #checkinScozia

 

Entra anche tu nel gruppo Facebook dedicato alla Scozia!

  • Capodanno a Edimburgo: vista dal Dugald Stewart Monument a Calton Hill

Entra anche tu nel gruppo Facebook dedicato alla Spagna

  • Que ver en Madrid: el Templo de Debod
error: Content is protected !!