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Vedere il Clásico tra Real Madrid e Barcellona allo stadio Bernabéu: una volta e forse mai più

Vedere il Clásico tra Real Madrid e Barcellona allo stadio Bernabéu: una volta e forse mai più




Per agli appassionati di calcio il Clásico è sempre una delle partite più attese e seguite, soprattutto negli ultimi anni visto che giocano molti campionissimi sia nel Real Madrid che nel Barcellona: due nomi fra tutti, Cristiano Ronaldo e soprattutto Leo Messi.

 

Il Clásico tra Real Madrid e Barcellona: molto più che una partita

In Spagna questo evento si carica di ulteriori significati perché rappresenta lo scontro tra due culture differenti e rivali, ognuna espressione di valori ben precisi: il madridismo da un lato ed il barcellonismo dall’altro. Infine, soprattutto la squadra catalana, il cui motto recita “Més que un club” (letteralmente “Più che un club”) si fa voce forte ed autorevole del sentimento di indipendentismo che la Catalogna, già regione autonoma, rivendica nei confronti proprio del centralismo madrileño.

Visto che in occasione dell’incontro del 23 marzo 2014 che si svolgeva nel mitico stadio Santiago Bernabéu io mi trovavo in città, la tentazione di approfittarne era veramente forte. Tuttavia due cose mi limitarono inizialmente:
– i prezzi esorbitanti, già sono cari normalmente ma per questa partita lievitano!
– il fatto che in ogni caso i biglietti vanno a ruba.
Infatti ho provato a collegarmi al sito del Real Madrid il lunedì mattina, un’ora prima che aprissero le vendite dei biglietti, ma esso era già intasato. Per cui nada ed il pensiero del clásico si dileguò piuttosto velocemente dalla mia testa.

Questo fino al venerdì notte, o meglio mattina visto che erano le 5 ed ero ancora sveglio in camera. Non so per quale motivo ma accendo il computer e mi collego al sito del Real: incredibile ma risulta essere disponibile ancora un biglietto per la curva, 3° anello, in pratica sul tetto dello stadio. Ed il prezzo è caro, ma non carissimo. Rientra in quella soglia in cui uno si convince del fatto che per una volta ne può valere la pena. Ed allora che clásico sia!
Effettuo il pagamento però non mi arriva la conferma e tantomeno il biglietto in versione passbook. La situazione non cambia fino a metà mattinata quando allora decido di andare direttamente allo stadio per avere delucidazioni. Fortunatamente l’operazione va a buon fine anche se mi viene spiegato che non avevo ricevuto l’email di conferma per un errore di sistema dovuto all’intasamento delle linee perché quello era davvero l’ULTIMO biglietto per il match. Goal all’ultimo minuto… prenotazione con brivido!


Riscaldamento pre-clásico al Bernabéu

Il giorno del Clásico

L’indomani raggiungo il Bernabéu piuttosto in anticipo perché voglio godermi l’atmosfera, sentire la tensione nell’aria sapendo che quella partita va ben oltre il calcio. Guardo i tifosi madrileñi arrivare armati di sciarpe e cervezas e poco dopo ci sono anche i culé (così si fanno chiamare i supporter del barça): sguardi diffidenti tra le parti, qualche coro di scherno ma la situazione è tranquilla. Ci sono comunque molti agenti a presidiare la zona. Ne approfitto e mi compro la sciarpa commemorativa e mi faccio fare la foto di rito davanti al Bernabéu. Mi reco poi dal lato opposto dove si trova lo store ufficiale del Real Madrid ed un centro commerciale. Scopro che la strada è chiusa al traffico e non serve molto tempo a capire il motivo: dopo qualche minuto arriva il pullman che porta i blancos all’interno dell’impianto. Mi fanno sapere che quello del Barça è entrato da un accesso secondario per passare inosservato ed evitare una bordata di fischi assordante ancora prima che inizi la partita.

Poco prima delle 20 decido di entrare per evitare la calca. Sorprendentemente, e qui è tutto merito dell’organizzazione spagnola, ci metto pochi minuti per arrivare al terzo anello (utilizzando le scale mobili tra l’altro!) e prendere posto al seggiolino che mi spetta. Lì trovo una bandiera con lo scudetto del Real da utilizzare per la coreografia all’ingresso delle squadre in campo. Appena mi siedo sento una marea di fischi: i giocatori del Barça entrano in campo per il riscaldamento. Da simpatizzante blaugrana non posso che emozionarmi alla vista di Messi, Iniesta, Xavi e soci per la prima volta così “vicini” a me (sono pur sempre al terzo anello). Entrano poi quelli del Real e li osservo da neutrale.

Quando ci avviciniamo al calcio d’inizio parte a tutto volume “Io vincerò”, canzone usata prima di ogni incontro, a cui segue l’inno “Hala Madrid” ed è qui che tutte le bandierine bianche sventolano regalando una coreografia semplice ma ugualmente da urlo! L’atmosfera è da brividi ed inizia l’incontro.

Impressioni post-Clásico

Innanzitutto ha vinto il Barça e questa è la cosa più importante. Devo però ammettere di essere rimasto abbastanza deluso dal tifo madrileño, piuttosto freddo nonostante si trattasse di una partita così importante, anzi, LA partita. Facendo le dovute proporzioni in passato ho assistito al “derby della Lanterna” e non c’è proprio paragone per l’entusiasmo e la passione messi da parte delle due tifoserie genovesi.

Coreografia al Bernabéu per il Clásico 2014

D’altronde il tifo spagnolo è completamente diverso da quello italiano a cui sono abituato e che ricordo ai tempi in cui frequentavo lo stadio. A Madrid si canta ma difficilmente si urla e soprattutto si sta seduti anche in curva, cosa neanche lontanamente immaginabile in Italia. Tra adrenalina e tifo per me sarebbe impossibile starmene buono e seduto 90 minuti in curva: sono rimasto scioccato per questo aspetto. La tifoseria dei blancos è molto esigente e i fischi sono sempre in agguato se la squadra non vince o soprattutto gioca male. La cosa che mi ha lasciato ancora più interdetto è che a pochi minuti dalla fine dell’incontro e con il risultato ancora in bilico visto che il Barça stava vincendo 4-3, i supporters locali erano quasi tutti già fuori dallo stadio. Ma dov’è il tifo, lo stare vicini alla squadra del cuore anche nei momenti più complicati? Si vede che qui le abitudini sono diverse e per questo anche se (purtroppo) gli stadi italiani a confronto sono vecchi, mal tenuti e frequentati spesso da gente esagitata che non ha niente a che fare con il tifo genuino, io tuttavia ancora preferisco godermi una partita dal vivo in Italia piuttosto che a Madrid. E d’altronde, come qualche mio amico spagnolo mi ha detto:

Quando vai al Bernabéu più che a una partita di calcio sembra di assistere ad un’opera teatrale“.

Invece a me piace vivere l’atmosfera da stadio, provare i sentimenti che accompagnano i tifosi in gradinata a supportare la propria squadra del cuore per sostenerla sempre, nonostante tutto. E per questo, seppure affascinato dalla grandezza dello stadio, dalla storia che si porta dietro e dall’evento che il Clásico rappresenta, alla fine non sono rimasto così impressionato per colpa probabilmente delle aspettative troppo alte che mi ero fatto prima. Ed è per questo che per quanto riguarda il Clásico posso dire: una volta e forse mai più.

A meno che, per pura casualità, il prossimo Clásico non si giochi al Camp Nou durante un mio soggiorno a Barcellona 🙂

Infine, vi segnalo la possibilità di prenotare già da casa la visita dello stadio del Real Madrid, ciò vi permetterà di saltare la coda (quasi sempre chilometrica) davanti allo stadio.

 




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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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