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Visita all’Alcazar di Jerez de la Frontera, crocevia di islamismo e cristianesimo

Visita all’Alcazar di Jerez de la Frontera, crocevia di islamismo e cristianesimo




Il mio ultimo giorno a Jerez de la Frontera decido di dedicarlo alla visita del suo famoso Alcazar, fortezza costruita dagli Almohadi nel XII° secolo e poi conquistata dai cristiani nel 1264. Oggi, grazie anche ad una serie di interventi straordinari di manutenzione, è possibile ammirare reperti storici unici come ad esempio la Mezquita, successivamente trasformata in cappella privata dai cristiani, i bagni arabi ed il barocco Palacio de Villavicencio.

La visita è a pagamento: 5€ la tariffa intera, 1,80€ invece presentando la tessera universitaria. Non so se perché era un giorno festivo o perché c’erano pochi turisti in città, in ogni caso non c’era molta gente a visitare l’edificio così ne ho approfittato per girarlo con più calma e per fotografare ogni suo angolo: alla fine la visita è durata un paio d’ore, davvero interessanti per viaggiare indietro nel tempo tra due culture differenti che a modo loro hanno fatto la storia dell’Alcazar.

 

Cosa vedere nell’Alcázar di Jerez de la Frontera

La visita inizia ammirando la porta di accesso al Patio de Armas chiamata Puerta de la Ciudad: nel recinto difensivo dell’Alcazar ci sono due portoni però senza dubbio questo è quello più monumentale e rappresentativo dato che serviva per collegare la fortezza al resto della città.

Visita dell'Alcazar di Jerez: il Patio de Armas
Dopodiché entro nella Mezquita, uno dei luoghi più importanti dell’intero complesso poiché è difatti l’unico edificio religioso conservato tutt’oggi a Jerez.

Partendo dall’esterno si può ammirare il minareto, da dove il muezzin richiamava alla preghiera; invece entrando si arriva al Patio de abluciones, lo spazio con una fontana al centro riservata alla purificazione da effettuarsi prima della meditazione, infine si accede alla vera e propria Sala de oración, di pianta quadrata con cupola ottagonale, con al centro della parete il mihrab, ossia una sorta di nicchia o abside che serve ad indicare la direzione della Mecca.
Visita all'Alcazar di Jerez: la Mezquita

I Jardines e la  Puerta del Campo dell’Alcázar di Jerez de la Frontera

Uscendo dalla Mezquita mi dirigo a ovest verso i Jardines, che si situano tra il Patio de Armas e l’area opposta comprendente diverse costruzioni (bagni arabi, zona archeologica, torri e così via). I giardini erano il luogo adatto per passeggiare e rilassarsi all’ombra degli alberi senza dover uscire dalle mura dell’Alcazar, così come per trovare un po’ di refrigerio assicurato dalle diverse fontane presenti. Da questo spazio verde è possibile giungere alla Puerta del Campo, la seconda porta dell’Alcazar conservata sino ai giorni nostri: rispetto a quella posizionata dall’altro lato tale costruzione presentava maggiori problematiche legate alla difesa della città, dato che segnava i confini del territorio comunicando direttamente con l’esterno. Tutto ciò spiega la sua strettezza, l’altezza del tetto e la tripla struttura di raccordo tra l’interno dell’Alcazar e l’esterno.

Visita dell'Alcazar di Jerez: i suoi jardines

I Baños Árabes e la Zona Arqueológica dell’Alcázar di Jerez de la Frontera

Lasciata la Puerta del Campo proseguo verso i Baños Árabes, i bagni privati della fortezza e unici esemplari dell’epoca pervenuti a noi in un buon stato di conservazione. Questo luogo, oltre a quella religiosa, aveva una funzione igienica per la cura del proprio corpo ed una sociale con la possibilità di incontrare e conversare con le altre persone. Come i tipici bagni islamici, anche questo presenta tre diverse sale:

  • la Sala fría, ossia la zona di transito e di accesso all’edificio;
  • la Sala templada, quella più grande e dove la gente si fermava per lavare il proprio corpo e per ricevere massaggi;
  • la Sala caliente, con il forno che assicurava una temperatura decisamente elevata.

Una volta uscito dai Baños Árabes mi dirigo verso la Zona Arqueológica, l’area compresa tra la torre della Puerta del Campo ed il Pabellón Real. Qui si possono ammirare tutti i resti archeologici trovati durante l’ultima fase di scavi e di restauro dell’Alcazar e risalenti a differenti età storiche: i più datati sono quelli dell’epoca del califato del secolo X°, per poi passare a strutture del periodo almohado del secolo XII°, fino agli ultimi dei secoli XIV°-XV° appartenenti all’epoca cristiana.

In particolare si può osservare  l’acquedotto costruito proprio dai cristiani usando una parte dei vecchi bagni arabi e situato appena dietro il mulino che serviva per far fluire l’acqua.
Visita dell'Alcazar: baños árabes e zona arqueológica

Il Pabellón Real e la Torre Octogonal dell’Alcázar di Jerez de la Frontera

Dopo la Zona Archeologica mi dirigo al Pabellón Real, un luogo collocato sopra la muraglia e oggi unico edificio residenziale dell’Alcazar arabo pervenuto a noi. Più nel dettaglio, è un’abitazione adibita al riposo oppure come sede per incontri di protocollo ed è composta da un salone centrale di pianta quadrata sormontato da una cupola di otto lati che confina con altre due stanze riservate esclusivamente al riposo. Davanti all’ingresso dell’edificio si situa una cisterna per accumulare l’acqua necessaria per l’irrigazione dell’orto posto nelle vicinanze.

Lasciato il Pabellón salgo sulla Torre Octogonal attraverso una scalinata particolarmente stretta in un paio di punti. La torre, alta più di 21 m, è il punto più elevato dell’intero Alcazar ed era un edificio estremamente importante per la fortezza proprio perché, grazie alla sua altezza, da lì si poteva sorvegliare tutta la città ed anche la campagna circostante esterna alle mura difensive.
Visita dell'Alcazar: la Torre OctogonalVisita dell'Alcazar: panorama dalla Torre Octogon

Il Palacio de Villavicencio dell’Alcázar di Jerez de la Frontera

Fatte le scale per scendere dalla Torre Octogonal mi avvio verso la Aljibe, ossia la cisterna sotterranea che serviva come deposito idrico e fondamentale soprattutto durante i conflitti perché permetteva alla fortezza di resistere ai lunghi assedi.

Tornato in superficie, nelle vicinanze si trova la riproduzione dell’Huerto, ossia l’orto tipico andaluso con il suo sistema di irrigazione e con le piante e gli alberi che si potevano piantare e coltivare in quell’epoca.

Visita dell'Alcazar: il suo Huerto
A questo punto, per visitare l’ultimo edificio dell’Alcazar torno indietro attraversando nuovamente i Giardini verso il Patio de Armas: la meta è il Palacio de Villavicencio. Si tratta di un palazzo barocco del XVIII° secolo edificato sopra le rovine del primitivo edificio islamico.

Entro dirigendomi immediatamente al terzo piano (l’unico aperto al pubblico) dove si può visitare l’antica farmacia municipale del XIX° secolo con i mobili, gli strumenti e le medicine dell’epoca, sicuramente interessante per vedere come la gente si curava una volta. Salendo poi alla torre del palazzo c’è la Camera Oscura, un’attrazione turistica (era chiusa purtroppo) che permette ai visitatori di osservare la città come la vedrebbe un volatile, con la particolarità però che le immagini sono reali ed in movimento.

Visita dell'Alcazar: vista da Palacio Villavicencio
Uscito dall’edificio ammiro per l’ultima volta la Mezquita e saluto l’Alcazar di Jerez de la Frontera: una piacevole visita che consiglio assolutamente poiché tutto è in ottimo stato di conservazione permettendo così di vedere dal vivo e fedelmente la storia della fortezza e della città nel corso delle diverse epoche storiche.




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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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