Cosa fare e vedere a Narvik e Kiruna
Le quattro notti complessive sono state equamente distribuite tra le due città e si sono rivelate più che sufficienti per vivere al meglio quanto entrambe avessero da offrire in questo periodo.
Anche perché, va detto, né l’una né l’altra – specialmente Kiruna – sono mete turistiche così acclamate.
Entrambe però, trovandosi circa 150-200 Km a nord del Circolo polare artico, sono nella posizione ideale per vedere l’aurora boreale. Inoltre, se essa è particolarmente forte la si può ammirare anche restando in città.
Due giorni a Narvik
Sorge a metà strada tra le isole Lofoten e Tromsø ed il suo sviluppo è storicamente legato all’attività marittima, potendo vantare un porto operativo tutto l’anno dato che l’effetto mitigatore della corrente del Golfo impedisce la presenza di ghiaccio.
Proprio a causa di questo privilegio e della sua importanza nell’ambito del traffico del ferro estratto dalle miniere di Kiruna, Narvik venne attaccata da Hitler agli inizi dell’aprile del 1940.
Il Narvik War Museum racconta cosa successe in quella primavera travagliata, dove la neutrale Norvegia diventò il terreno di scontro tra la Germania e gli Alleati.
Il conflitto navale si risolse con la sconfitta nazista e la conseguente liberazione della città.

Quest’ultima però fu solo temporanea dato che l’invasione della Francia ordinata da Hitler costrinse britannici e francesi a ritirarsi dalla Norvegia, divenuta tutto d’un tratto poco rilevante.
Di conseguenza i tedeschi rioccuparono Narvik ed il resto del paese sino al 1945.
Il museo si sviluppa su più piani e, secondo me, è davvero interessante e ben fatto.
Una collezione di reperti militari testimonia il tragico passato bellico della zona e le battaglie che vi si sono combattute nella primavera del 1940.
Un piano è dedicato invece alla Norvegia sotto l’occupazione nazista, ossia alla vita quotidiana dei suoi abitanti e del rapporto con gli amici/nemici tedeschi. La visita si conclude in uno spazio dedicato alla riflessione su ciò che significa la guerra di ieri, di oggi… e (purtroppo) del domani.

Il soggiorno è proseguito con un tour a piedi di Narvik, il cui centro è raccolto attorno alla via Kongensgate che taglia in due la città collegando il porto alla stazione ferroviaria.
Una passeggiata a ritmo lento per godersi l’insolita luce crepuscolare di mezzogiorno così come i monti innevati rivolti sulle acque del fiordo Ofot.

A proposito, subito alle spalle del centro urbano si estende il Narvikfjellet, il comprensorio sciistico più importante della Norvegia settentrionale. Tra l’altro, nel 2029 ospiterà le gare dei mondiali di sci alpino.
Purtroppo, al momento della mia visita la stagione non era ancora iniziata e dunque gli impianti erano chiusi. Non essendo uno sciatore, ciò mi è dispiaciuto per il fatto che, salendo in cima, avrei avuto maggiori opportunità di contemplare l’aurora boreale.

E parlando delle luci del nord, una diretta conseguenza della notte polare è l’aumento delle possibilità di poterle vedere, anche più volte nell’arco della sera e della notte.
Non nascondo che, oltre ad andare alla scoperta di Narvik, le passeggiate fatte in centro e zone limitrofe mi sono servite per “studiare” il territorio e comprendere quali luoghi fossero i più indicati per osservare il cielo con un inquinamento luminoso il più ridotto possibile.
Sono stato davvero fortunato perché l’aurora boreale è comparsa entrambe le sere, durando a lungo e con un’intensità tale da essere facilmente distinguibile a occhio nudo pure dalle vie centrali di Narvik.

Le foto qui condivise sono state scattate con un iPhone 11 Pro, impostando la modalità “notte” e selezionando il tempo di esposizione più lungo possibile (massimo consentito di 10 secondi).
L’ideale sarebbe stato avere almeno un treppiede oppure, ancora meglio, una macchina fotografica. Diciamo che comunque posso ritenermi soddisfatto!

Per osservare le luci del nord fuori dalla città si può partecipare ad escursioni guidate di vario genere (piccoli gruppi, con le ciaspole, motoslitta etc…).
Un’alternativa assai suggestiva è il treno ed è proprio l’attività che ho fatto la prima sera.
L’Arctic Train parte dalla stazione ferroviaria di Narvik e, seguendo la stessa linea verso Kiruna, arriva a Bjørnfjell, situata a 513 m di altezza, al confine con la Svezia.
Qui si fa una sosta di 10-15 minuti che, più che sufficiente per scattare qualche foto del suggestivo paesaggio innevato.

La tappa principale, di un’ora circa, è infatti nei pressi della stazione di Katterat.
Una volta scesi dal treno, tutte le luci vengono spente e dei lumini a terra segnalano la via verso la tenda dove viene allestito il falò.
Subito dopo essere sprofondato nella buia notte artica, l’aurora boreale appare in cielo mostrandosi in tutta la sua ineguagliabile bellezza. L’attività solare è molto intensa dato che il verde è immediatamente visibile ad occhio nudo, mentre per gli altri colori è necessario puntare la fotocamera del cellulare verso il cielo.

Lo spettacolo dura un’ora, nel frattempo chi vuole rifugiarsi al caldo può entrare nella tenda per bere qualcosa di caldo e cuocersi una salsiccia.
La fortuna è dalla mia parte visto che, rimasto momentaneamente da solo fuori al buio, posso godermi la danza delle luci del nord e, evento ancora più raro, riesco a sentirne il suono.
Un’emozione indescrivibile a parole…

L’attività viene effettuata due o tre volte a settimana e dura tre ore. L’ho prenotata sulla piattaforma GetYourGuide con qualche mese di anticipo, approfittando della cancellazione gratuita valida fino a 24 ore prima.

Dove dormire a Narvik
La scelta è ricaduta sul Wivel Hotel, situato nel cuore della località norvegese e di fronte al Museo della guerra.
Una posizione ottima per muoversi a piedi e raggiungere la stazione ferroviaria (circa 15 minuti). Per chi arriva in autobus dall’aeroporto di Narvik, la fermata più comoda è quella in corrispondenza dello Scandic Hotel, ubicato dal lato opposto della strada.
La reception è in presenza fino alle 22, dopodiché si entra ed esce dalla struttura utilizzando la tessera magnetica della camera. In caso di check-in tardivi, le istruzioni vengono fornite al momento della prenotazione.
Nella sala comune vi sono tè, caffè e pasticcini a disposizione tutto il giorno. Gran parte delle stanze sono state ammodernate nel 2019, quelle più “datate” ed economiche sono al terzo piano (senza ascensore).

Il buffet della colazione è assai lodevole, tra i migliori mai trovati durate i miei viaggi.
Vi è praticamente di tutto, dai prodotti dolci a quelli salati passando per le pietanze calde con la possibilità di ordinare un piatto dal menù, ad esempio il salmone con salsa olandese.

Dove mangiare a Narvik
Il primo dei due locali provati è il Furu Gastropub, ubicato al primo piano del Wivel Hotel ma aperto a tutti.
Il menù è stagionale ed ispirato alla tradizione nordica, pur senza rinunciare a qualche influenza esterna. È il caso della torta di formaggio in stile rumena, accompagnata da maionese e pomodorini.

La seconda – ed ultima – sera a Narvik ho cenato al Rallar’n Pub & Kro, abbreviato semplicemente in Kroa dalla gente del posto.
Anch’esso fa parte di un hotel, il Quality Grand Royal, affacciato sulla Kongensgate. L’ambiente è rustico, caldo ed accogliente, creando una tipica atmosfera da nord Europa.
Le proposte culinarie richiamano la tradizione artica e per questo ho assaggiato lo stufato di renna (reindeer stew) accompagnato da purè di patate e mirtilli rossi. Un piatto abbondante e semplicemente delizioso!
La prenotazione del tavolo online è consigliabile perché si tratta di un locale molto frequentato dagli abitanti.

I prezzi di entrambi i locali sono alti, rispettando la media norvegese. L’acqua naturale è gratuita e viene servita non appena ci si accomoda al tavolo. La mancia non è obbligatoria e se la si vuole lasciare si calcola il 10%.
Due giorni a Kiruna
È la città più settentrionale della Svezia nonché porta di accesso alla Lapponia svedese.
La sua fama a livello turistico è legata alle attività outdoor invernali, con tour in motoslitta o trainati da cani oppure trekking con le ciaspole. A pochi Km dal centro sorgono gli impianti di risalita di Luossavaara.
Inoltre, a Kiruna si può osservare l’aurora boreale, sia dalla città che partecipando a delle escursioni nelle zone più o meno vicine (a seconda del meteo).
Questa località svedese è stata fondata solamente nel 1900, a pochi anni di distanza dall’inizio dell’estrazione del ferro da quello che è ancora oggi è tra i depositi minerari più grandi del mondo e che rifornisce la quasi totalità del minerale ricavato in Europa.
Negli ultimi anni, Kiruna ha acquisito una certa notorietà a livello internazionale dopo l’annuncio che la vecchia città sarebbe stata demolita per costruirne una nuova spostata di circa 3 Km ad est. Una decisione drastica resasi necessaria dopo la scoperta che la continua attività estrattiva sta indebolendo il terreno, col rischio concreto quindi che possa sprofondare.
Ogni anno un quartiere viene trasferito nella sua nuova ubicazione, gli edifici più vecchi (oltre 100 anni) verranno smontati e ricostruiti, quelli moderni invece saranno demoliti.
Si prevede che questo progetto urbanistico verrà ultimato attorno al 2035.
Ma cosa ne pensano gli abitanti?
Come ci è stato spiegato, la tristezza iniziale ha lasciato spazio al pragmatismo. L’unica alternativa sarebbe stata quella di interrompere l’attività mineraria, che rappresenta la fonte di reddito dell’80% degli abitanti e quindi assicura l’esistenza stessa della città.
Pertanto, così facendo Kiruna sarebbe destinata a scomparire o comunque vedrebbe la sua popolazione decimata visto che la gran parte di essa sarebbe costretta a cercare una nuova occupazione altrove.
Considerato tutto questo, ad oggi (dicembre 2025) la città sta vivendo una fase di transizione e bisogna adeguarsi ad essa.
La vecchia città è ridotta ad un quartiere perlopiù residenziale con alcune strutture ricettive (compreso il mio hotel) e poco altro.
La stazione ferroviaria si trova a circa 2 Km di distanza e, in attesa di essere spostata anch’essa nei pressi della nuova Kiruna, sono attivi degli autobus gratuiti che la collegano alle “due città”. Gli orari sono consultabili su internet e sono vincolati agli arrivi e partenze dei treni.
Detto ciò, arrivato a Kiruna nel primo pomeriggio, dopo essermi sistemato al Best Western Arctic Hotel (ne parlo più avanti) ho fatto due passi nella vecchia città per godermi un paesaggio autenticamente artico.
Rispetto a Narvik c’era molta più neve.. anche sui pali della luce e sui cartelli stradali. D’altronde pure le temperature erano ben più rigide, con le minime che sono scese fino ai -25°C!
Nei dintorni dell’hotel ho individuato due posti da dove vedere le luci del nord.

Il primo è un piccolo parco pubblico con area giochi per bambini che si trova dall’altro lato della strada rispetto al mio alloggio.
Il secondo, raggiungibile in poco più di 10 minuti, è Camp Ripan, struttura ricettiva ubicata in un’area con minore illuminazione e quindi ideale per osservare il cielo. Non a caso è fornita anche di una Spa chiamata “Aurora” 😉

La giornata intera a disposizione ho deciso di occuparla con un tour guidato di 4/5 ore nei dintorni di Kiruna acquistato da casa sul sito di GetYourGuide (cancellazione gratuita). Un itinerario tra natura incontaminata con villaggi Sami disseminati qua e là, una chicca architettonica ed un hotel di ghiaccio con oltre 30 anni di storia.
Essendo un gruppo ridotto, l’escursione ha tempistiche assai flessibili e complice la simpatia della guida, un ragazzo turco di nome Onur, è stata davvero piacevole.
La prima fermata (non prevista) è lungo le sponde del fiume Torne, che scorre dal nord della Svezia per oltre 500 Km fino a sfociare nel mar Baltico. In questo periodo gran parte del corso d’acqua è ghiacciato e dunque vi si può camminare sopra oppure attraversarlo con le motoslitte.

È poi la volta di Jukkasjärvi, villaggio abitato da circa quattrocento sami e famoso per una serie di attrazioni.
A cominciare dalla celebre chiesa in legno costruita nel 1608 e considerata la più antica della Lapponia di questo tipo. La torre campanaria è indipendente e bisogna attraversarla per accedere al resto del tempio religioso. L’ingresso è libero.

A lato si può visitare il Museo dei Sami, uno spazio all’aria aperta dove si può conoscere la storia e le tradizioni di questo antico popolo. Chi vuole può poi accedere all’area recintata per dare da mangiare alle renne.
Esse sono ghiotte di licheni quindi non preoccupatevi se si avvicineranno fameliche… sono erbivore ed abituate a stare in contatto con gli esseri umani 😉

Presso il Café Sápmi, ricavato all’interno di una tenda vicino alla biglietteria e con il fuoco al centro, si possono assaggiare svariate specialità locali.
La tappa principale della giornata è il vicino Icehotel di Jukkasjärvi, il primo al mondo ad essere stato aperto, nel 1990.
Ogni anno, all’inizio dell’inverno artisti internazionali vengono qui per costruire da zero l’hotel sfruttando l’acqua ed il ghiaccio del fiume Torne. Il risultato è un’opera d’arte con camere da letto dal design unico.

Chi vuole vivere un’esperienza di questo tipo e dormirvi una notte si prepari a pagare (almeno) 1.000 €!
A fianco dell’hotel vi è una struttura permanente, l’Icehotel 365, che resta aperta tutto l’anno sfruttando l’energia solare per mantenere il ghiaccio compatto.
Oltre ad una serie di suite, al suo interno ospita un Icebar a tema spaziale.
Gli ingressi sono compresi nel costo della gita. Per maggiori informazioni sui luoghi di ritrovo e per prenotazioni potete consultare la pagina dell’attività su GetYourGuide.

Dove dormire e mangiare nella vecchia Kiruna
Come anticipato qualche riga sopra, ho alloggiato al Best Western Hotel Arctic Eden, complesso situato nel vecchio centro storico della città.
A causa del trasferimento verso est della Kiruna vecchia, oggi la struttura sorge in una zona residenziale e quasi priva di attività commerciali. Per questo motivo al suo interno vi sono una spa, una palestra, un pub ed un ristorante thai.
Inoltre, i punti di ritrovo dei tour guidati si trovano qui oppure nelle sue immediate vicinanze, lo stesso vale per le fermate dei bus gratuiti da/verso la stazione ferroviaria e di quelli per l’aeroporto (a pagamento).
La camera era ubicata nell’ala nuova della struttura ma comunque collegata alla reception ed al resto del complesso senza quindi dover uscire.

Ho cenato due volte al Pub Eden, con un menù che prevede specialità lapponi e pizze (lontane parenti di quelle nostrane…). Vi sono anche una serie di piatti per i bambini.
La prima sera ho optato per un hamburger di alce mentre la seconda sono andato sul classico stufato di renna preceduto da una zuppa (sempre di renna). Ho poi assaggiato una birra del nord della Svezia, la Norrlands Guld, una lager davvero buona e fortunatamente a prezzi meno salati rispetto alla vicina Norvegia.
È possibile prenotare il tavolo online e lo consiglio perché, oltre ai clienti dell’hotel, è un pub frequentato anche dalla gente del quartiere (non avendo molte altre alternative a portata di mano).

Il buffet della colazione viene preparato nel salone situato al piano sopra del locale ed è di ottima qualità. Vale il medesimo giudizio che ho dato a quello dell’hotel di Narvik!
La mia esperienza al Best Western Hotel Arctic Eden è stata più che positiva e, dato che anch’esso verrà demolito tra qualche anno, sono curioso di scoprire come verrà ricostruito nella nuova Kiruna.


