Tanta natura incontaminata, una linea ferroviaria che corre lungo un fiordo e distese innevate, le spettacolari luci del nord, importanti eventi storici legati alla Seconda Guerra Mondiale ed una città destinata a scomparire nei prossimi anni.
Questo è il riassunto di quanto visto nei quattro giorni trascorsi in Lapponia, al confine tra Norvegia e Svezia, facendo base a Narvik e Kiruna. Un viaggio oltre il Circolo polare artico fatto a metà dicembre, nel periodo giusto per vivere un’esperienza nuova, ossia la notte polare.
Trattasi di un fenomeno naturale tipico di queste latitudini, opposto ma complementare al Sole di mezzanotte che avevo già avuto modo di ammirare in occasione della crociera da Bergen a Kirkenes ed in quella successiva nell’arcipelago delle Svalbard.
Nella stagione invernale, con una durata variabile a seconda della distanza dal polo e dal circolo polare, il sole resta sotto la linea dell’orizzonte anche durante il giorno.
Nei casi di Narvik e Kiruna, ciò si verifica tra dicembre e gennaio e comporta che nelle ore centrali – indicativamente tra le 10 e le 14 – si abbia una certa luce crepuscolare. Con il maltempo la luminosità si riduce ulteriormente e dunque la sensazione di buio perenne diventa più intensa.

Per praticità ho suddiviso questo articolo in due sezioni:
- prima pagina, con una serie di informazioni pratiche per organizzare al meglio il viaggio (clima, collegamenti dall’Italia e come spostarsi tra le due località);
- seconda pagina, con i suggerimenti su cosa fare e vedere, dove dormire e dove mangiare.

