Fiordi profondi ed infiniti, montagne che si ergono maestose lungo la costa frastagliata, una miriade di isole molte delle quali disabitate ed un paesaggio innevato uscito da una fiaba. E se ciò non bastasse, lo spettacolo dell’aurora boreale ad illuminare le lunghe notti stellate oltre il Circolo polare artico.
Questa è la Norvegia che ho ammirato assieme a mia mamma durante la crociera con il postale Havila fatta nella seconda metà del febbraio 2026.
Un’esperienza, quella della crociera dei fiordi “Coastal Express“, che entrambi avevamo provato qualche anno prima con la storica compagnia di navigazione Hurtigruten da Bergen a Kirkenes (in estate) e di cui ho scritto in questo articolo.
Cosa sapere su Havila
È il nuovo operatore che, a partire dal 2021, copre la medesima tratta su cui Hurtigruten ha operato per oltre 130 anni, ponendo di fatto fine al suo monopolio.
Va detto però che la storia di Havila non inizia qui ma nel 1957, quando il suo fondatore, Per Sævik, a soli 16 anni comprò la sua prima imbarcazione da pesca. Ancora oggi, seppur ottantenne, ne è il presidente ed è più determinato che mai ad affrontare le sfide odierne legate alla salvaguardia della natura norvegese.
La flotta di Havila, composta attualmente da quattro navi gemelle, è la più ecosostenibile in Norvegia e si pone l’obiettivo di raggiungere le zero emissioni entro il 2030. Le sue navi già adesso possono navigare per quattro ore utilizzando solamente le batterie di bordo, caricate con energia idroelettrica. Dopodiché, l’uso del gas naturale liquefatto (GNL) permette di ridurre le emissioni di CO2 di circa il 35% rispetto alla concorrenza.
Tutto ciò in accordo al piano del Governo norvegese per il quale, entro il 2032, solo le navi da crociera a zero emissioni potranno accedere ai fiordi protetti dall’UNESCO (ad esempio quello di Geiranger).

Ma l’attenzione all’ambiente da parte di Havila si riflette anche su altri aspetti del viaggio, in particolare il cibo.
I menù vengono cambiati a seconda della zona, in modo da poter servire prodotti freschi e locali. Per ridurre lo spreco, il buffet è stato limitato alla colazione mentre a pranzo e a cena si ordina alla carta.
Crociera in Norvegia con Havila: il viaggio a/r da Trondheim a Kirkenes
Di seguito parlo del viaggio e delle tappe principali partendo da Trondheim e poi rientrando dopo aver raggiunto l’estremità orientale del paese al confine con la Russia.
Degli aspetti pratici/organizzativi me ne occupo in questo articolo (presto online), dove metto a confronto differenze (poche) e similitudini tra Havila ed Hurtigruten.
Oltre al percorso completo, da Bergen a Kirkenes (circa 2.300 Km), è possibile scegliere itinerari più corti diretti verso nord, sud oppure entrambe le direzioni. Questa volta abbiamo deciso di imbarcarci a Trondheim, raggiungere Kirkenes e rientrare a Trondheim all’incirca una settimana dopo la partenza.

L’utilità di viaggiare in entrambe le direzioni è quella di poter scendere e/o partecipare a delle escursioni in destinazioni diverse. Infatti, nonostante i porti siano gli stessi, cambiano gli orari.
Ad esempio, navigando verso nord si sbarca a Honningsvåg all’incirca a metà mattina, potendo così scendere e raggiungere Capo Nord in pullman; al ritorno invece è una fermata breve che viene effettuata al mattino presto (intorno alle 5:30) per poi proseguire verso Hammerfest con tempo utile per fare un giro in quella che è considerata la città con oltre 10.000 abitanti più settentrionale del mondo.
La traversata a/r da Trondheim ha una durata di 9 giorni e prevede l’approdo in 27 porti. L’itinerario completo è consultabile sul sito internet di Havila.
Arrivando dall’Italia, il suggerimento è di aggiungere due notti in città, una prima e l’altra dopo la crociera, in modo da avere tempo “extra” in caso di ritardi aerei e per farsi pure un giro nel suo centro storico e visitare in particolare la celebre cattedrale di Nidaros.

Giorno 1
La nave arriva in porto alle 9:45 per una sosta di tre ore esatte. Il check-in va effettuato almeno mezz’ora prima della partenza e, a differenza di Bergen, la pratica è più celere e la si fa direttamente a bordo.
La giornata è dedicata principalmente all’esplorazione della nave (nove ponti complessivi di cui sei accessibili a tutti) e ne approfitto anche per prendere confidenza con gli appuntamenti fissi giornalieri (orari dei pasti, incontri formativi, degustazioni e punti di interesse).

Giorno 2
È già tempo di vivere uno dei momenti più attesi ed emozionanti del viaggio, ossia l’attraversamento del Circolo polare artico.
Esso avviene intorno alle 8 del mattino e, per l’occasione, ci si raduna sul ponte 8 per osservare da vicino l’isolotto di Vikingen su cui è stato posto il globo che sancisce il passaggio di questa linea immaginaria.

Ci troviamo così nella regione che vive due fenomeni naturali contrapposti: la notte polare in inverno ed il sole di mezzanotte durante l’estate. Essendo metà febbraio, le giornate si stanno allungando da quasi un mese ma resta comunque un periodo ideale per ammirare l’aurora boreale.
Pur essendo trascorse meno di 24 ore da quando abbiamo lasciato Trondheim, lo scenario è cambiato notevolmente, la vegetazione è più scarna e la neve è la protagonista assoluta.
La tappa più lunga della giornata è a Bodø, la Capitale Europa della Cultura del 2024. Con all’incirca due ore di tempo optiamo per una tranquilla passeggiata in centro, anch’esso totalmente imbiancato.

In serata, dopo aver superato le isole Lofoten, attraversiamo il suggestivo Raftsundet, uno stretto lungo 25 Km dove ripasseremo al ritorno ma nel pomeriggio. Un cielo parzialmente nuvoloso non impedisce all’aurora boreale di manifestarsi. Non male come inizio!

Giorno 3
Giornata prevalentemente di riposo, durante la quale però non mancano gli scorci da fotografare dalla cabina o dai ponti esterni (freddo e condizioni meteo permettendo).
Il porto principale è quello di Tromsø, dove la nave si ferma per quattro ore. Qui si può partecipare a diverse escursioni guidate ma, essendoci già stati un paio di volte, ci concediamo una breve camminata sotto la neve.

Per maggiori informazioni su cosa vedere in città vi rimando alla lettura di questo articolo.
Per concludere la giornata, ecco che le luci del nord tornano a farci visita…

Giorno 4
Senza dubbio è quello più atteso, oggi infatti si raggiunge Capo Nord, la punta più settentrionale dell’Europa continentale (anche se in realtà non la è).
Una spettacolare alba artica ci accompagna durante l’attraversamento del canale che separa la terraferma dall’isola di Magerøya. Una volta sbarcati ad Honningsvåg, saliamo sui pullman (veniamo smistati a seconda delle lingue, inglese o tedesco) ed in circa 40 minuti raggiungiamo Capo Nord.

A differenza di quando vi eravamo stati ad inizio luglio 2024, questa volta il meteo è decisamente dalla nostra parte e ci regala una giornata semplicemente perfetta.
L’iconico globo è posizionato sulla falesia posta a 71° 10′ 21″ N, a 307 m di altezza ed affacciata sul Mar Glaciale Artico. La sensazione è di trovarsi alla fine del mondo e, tutto sommato, in parte è anche vero.

A pochi passi dal monumento è stato collocato il cippo che identifica il sentiero europeo E1 che arriva sino a Capo Passero in Sicilia, coprendo una distanza di oltre 6.000 Km. Il fatto divertente ed allo stesso tempo emozionante è che esso passa anche a pochi passi da casa mia!
Ma, come anticipato poche righe prima, non si trova qui il vero punto più settentrionale dell’Europa continentale, dato che il vicino promontorio di Knivskjellodden si estende circa 1,5 Km più a nord.

Il biglietto d’ingresso al Visitor Centre è compreso nel costo dell’escursione. Al suo interno si trovano il cinema Nordkapp, il museo, la Cappella di San Giovanni, il negozio di souvenir, bar, ristorante ed i servizi igienici.
Per terminare nel migliore dei modi questa giornata indimenticabile, ecco che l’aurora boreale ci regala un altro spettacolo di luci e forme sempre in movimento.

Giorno 5
La navigazione verso nord si conclude con l’approdo al porto di Kirkenes, nell’estremità orientale della Norvegia settentrionale.
La vicinanza con la Russia è evidente anche dalla presenza di cartelli in cirillico e prendiamo parte al tour guidato che ci conduce proprio alla frontiera. Dato il momento storico particolarmente complicato, è sorvegliata da decine di migliaia di soldati (di entrambi i paesi) in maniera assai discreta. La nostra accompagnatrice ci spiega che i russi non possono attraversare il confine mentre i norvegesi sì, con tutta la documentazione necessaria.
Inutile dire che è vietato anche a noi e, se qualcuno volesse provarci, gli toccherà poi pagare una multa bella salata.

Durante la sosta è possibile acquistare qualche souvenir nel piccolo negozio ubicato appena a lato della strada. Si paga solo in contanti e gli euro sono accettati.
Rientrati a Kirkenes, la visita prosegue all’interno di Andersgrotta, un rifugio antiaereo usato dalla popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre trecento raid rasero al suolo questa cittadina, considerata strategica da entrambi gli schieramenti per la sua posizione geografica privilegiata.

All’esterno, proseguendo sulla strada in salita che costeggia la seconda uscita del bunker, si giunge ai piedi del monumento ai soldati dell’Armata Rossa. Terminato il conflitto mondiale, l’esercito sovietico rimase a Kirkenes per un anno per aiutare la popolazione locale fornendo cibo, medicine e supporto per la ricostruzione.

Tornati in nave, inizia l’itinerario al contrario, verso sud.
La sosta più lunga è a Vardø, la località più orientale della Norvegia nonché unica città continentale europea a rientrare nella zona climatica artica, dato che la sua temperatura media annuale non supera i 10°. A proposito di primati geografici, la vicina isola disabitata di Hornøya corrisponde al punto più ad est della Norvegia e, oltre a ciò, è spostata maggiormente verso oriente rispetto ad altre città quali Istanbul, Kiev e San Pietroburgo.

Con poco meno di un’ora di tempo a disposizione sono riuscito a vedere la fortezza di Vardø, eretta tra il 1734 ed il 1738 a difesa della frontiera settentrionale del paese. Presenta la forma a stella a otto punte, caratteristica delle strutture difensive dell’Europa centrale, con una serie di edifici affacciati sul cortile principale.

Giorno 6
Vengono effettuate svariate soste di breve durata e soltanto due con possibilità di sgranchirsi un po’ le gambe sulla terraferma.
A metà mattinata attracchiamo ad Hammerfest, il centro abitato più antico della Norvegia settentrionale. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne rasa al suolo dalle truppe tedesche in ritirata e la storia di quel tragico periodo è raccontata nel Museo della ricostruzione.

L’edificio simbolo della rinascita della cittadina è invece la chiesa protestante progettata da Hans Magnus, lo stesso architetto che si occupò della realizzazione del tempio religioso più settentrionale del mondo, situato a Longyearbyen nell’arcipelago delle Svalbard (ne parlo in questo articolo).
In serata, prima di arrivare a Tromsø, l’aurora boreale fa nuovamente capolino in cielo e sarà l’ultimo avvistamento del viaggio.

Giorno 7
Proseguendo verso sud si giunge in uno dei punti più “delicati” per quel che riguarda la navigazione. A 50 Km dalla costa dell’Helgeland, per accedere al porto di Risøyhamn occorre attraversare il Risøyrenna, un canale progettato dall’uomo per facilitare il transito delle navi mercantili.
Ha una profondità di soli 7 m ed una larghezza massima sott’acqua di 100 m, perciò la rotta da seguire è obbligata e segnalata da una serie di pali galleggianti.

Dopo pranzo si sbarca un’ora a Stokmarknes, dove chi vuole può visitare (un po’ di corsa) l’Hurtigruten Museum dedicato alla storia del postale che dal luglio 1893 collega oltre trenta località costiere della Norvegia. Il museo sorge appena a lato del porto.

A metà pomeriggio si attraversa nuovamente il Raftsundet, che separa le isole Vesterålen e Lofoten. Dal punto di vista scenografico è molto probabilmente la zona più bella ammirata durante la crociera, merito delle catene montuose affacciate sul canale e del manto nevoso che trasmette l’idea di un paesaggio uscito direttamente da una fiaba.

E quando raggiungiamo l’imbocco del Trollfjord, la grande bellezza della natura si rivela in tutta la sua magnificenza. È uno dei fiordi più belli della Norvegia, misura 2 Km di lunghezza ed un’ampiezza tra i 100 e gli 800 m. Nella crociera estiva con Hurtigruten vi ci eravamo addentrati, con tanto di manovre “al limite” dati gli spazi ristretti.
Sebbene la luce crepuscolare del sole di mezzanotte lo rendesse davvero suggestivo, personalmente ho trovato la sua “versione invernale” se possibile ancora migliore.

Giorno 8
Si avvicina la fine di questa esperienza da provare almeno una volta nella vita e la tristezza del momento è amplificata dal passaggio vicino all’isolotto di Vikingen che sancisce l’addio al Circolo polare artico.
L’itinerario odierno prevede svariate fermate e la sosta più lunga è a Brønnøysund, località nota per trovarsi al centro geografico della Norvegia. Un cartello ubicato a pochi passi dal porto certifica questo primato mostrando la distanza analoga – 840 Km – da Capo Nord e Lindesnes, i due estremi del paese.

Giorno 9
La Havila Capella, la nostra dimora galleggiante che ci ha portato da sud a nord e di nuovo a sud in giro per la Norvegia, attracca a Trondheim alle 6:30 del mattino.
La sosta è di tre ore e dunque i passeggeri in discesa hanno tempo a disposizione per fare colazione a bordo. Il check-out dalla cabina è fissato alle 8 ed i bagagli si possono lasciare nella stanza adiacente alla reception (ponte 4).
Il molo riservato alle navi da crociera è defilato rispetto al porto e per arrivare alla stazione ferroviaria ci vogliono circa 15-20 minuti a piedi (con la neve i tempi si allungano). In alternativa è possibile far chiamare un taxi dal personale alla reception.
Dopo aver lasciato le valigie al Thon Hotel Nidaros, dove avevamo pernottato anche la sera dell’arrivo dall’Italia, ci godiamo l’ultima giornata in terra scandinava girando in centro e godendoci il sole ed un cielo insolitamente limpido.


