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I 7 libri storici e fantasy da non perdere per il prossimo viaggio in Scozia

I 7 libri storici e fantasy da non perdere per il prossimo viaggio in Scozia

L’elenco dei libri che riguardano la Scozia è davvero lungo, praticamente infinito. Molti sono ambientati ad Edimburgo, altrettanti prendono spunto da storie reali e fittizie provenienti dalle remote Highlands oppure dalle isole Ebridi.

In questo articolo voglio condividere con voi i 7 libri sulla Scozia che ho letto e che, in maniera più o meno diretta – hanno influenzato la pianificazione dei miei viaggi. Lo farò rimanendo fedele alla data di pubblicazione delle opere, iniziando dalla fine del ‘700 per arrivare agli ultimi anni del ‘900.

 

I 7 libri ambientati in Scozia: 1) “Uomini delle Highlands”

Nel 1703 lo scrittore scozzese Martin Martin pubblica “A Description of the Western Islands of Scotland” – successivamente tradotto in italiano come “Uomini delle Highlands. La Scozia nella storia e nella memoria” – ed è uno tra i primi testi in cui si parla di usi e costumi di terre così remote come Highlands e le isole.

La versione italiana a cura di Maria Rita Zibellini e Roberto Rossi tratta alcune parti dell’opera originale attraverso una precisa divisione in paragrafi con l’aggiunta di una serie di commenti e descrizioni che consentono ai lettori di comprendere meglio alcuni concetti espressi da Marin. Difatti, il libro è una sorta di saggio in cui vengono raccolti appunti e riflessioni su di una società celto-norvegese molto differente dal resto della Scozia. La grande abilità di Marin quella è di riuscire a mantenere una visione oggettiva durante l’intera analisi.

 

I 7 libri ambientati in Scozia: i romanzi storici di Walter Scott

Non poteva mancare Sir Walter Scott che, oltre ad essere stato uno dei più grandi scrittori scozzesi, è stato definito come il padre del “romanzo storico”. Pertanto ha lasciato un’importante eredità letteraria il cui “eco” si fa sentire ancora oggi.

La sua stessa città natale, Edimburgo, gli ha dedicato un imponente monumento nella New Town – affacciato sui giardini di Princes Street – ed una sezione all’interno del Writers’ Museum sul Royal Mile. Inoltre, negli Scottish Borders, poco distante dalla capitale scozzese, si può visitare la dimora di Abbotsford House dove lo scrittore morì il 15 agosto 1771.

La sua produzione letteraria è stata immensa anche perché ha coperto vari generi. Se probabilmente Ivanhoe è il libro più conosciuto, nel mio caso sono altri quelli che hanno ispirato le mie visite in terra scozzese.

Una menzione la dedica Waverley che, uscito nel 1816, è il vero capostipite di questo genere. Non a caso, caso unico nel mondo, la stazione principale di Edimburgo porta proprio il suo nome. Non sono ancora riuscito a leggerlo poiché ad oggi è molto difficile reperire le edizioni tradotte in italiano.

Il Walter Scott Monument a Edimburgo by night

 

2) “L’antiquario”

Pubblicato nel 1816, “L’antiquario” è ambientato nell’estate del 1794, periodo nel quale la Scozia sta iniziando a riprendersi dalle ferite lasciate dalla sconfitta giacobita a Culloden nel 1746.

Il protagonista della storia è il giovane aristocratico Lovel, il quale decide di recarsi in Scozia per fare luce sulle sue vere origini entrando poi in contatto con un paese e delle tradizioni a lui ignote. In tutto ciò emergono in particolare due personaggi che alla fine si possono considerare co-protagonisti del romanzo. Sono l’antiquario Jonathan Oldbuck, il classico nobiluomo scozzese che incarna il passato e le usanze del suo paese, anche quelle vietate dal governo inglese ma che cerca di mantenere vive attraverso i piccoli gesti quotidiani, ed il mendicante Edie Ochiltree, figura onnipresente nel corso del romanzo e degno rappresentante della saggezza popolare basata sulla tradizione locale.

 

3) “Rob Roy”

Risalente al 1818, “Rob Roy” è sicuramente tra i libri più famosi dell’autore scozzese, tanto che ha ispirato diversi film e serie tv prodotte negli ultimi anni del ‘900. Il romanzo ha per protagonista Rob Roy, un brigante, capo-clan ed eroe leggendario delle Highlands realmente esistito e soprannominato il “Robin Hood scozzese”. Successivamente

Nato nel 1671 sulle sponde del Loch Katrine, Rob Roy ebbe una vita travagliata caratterizzata da furti, sottrazione dei propri averi, battaglie contro i Giacobiti e prigionia a Londra. La sua figura divenne leggendaria grazie a Daniel Defoe che, attorno al 1725, gli dedicò una biografia romanzata. Quando Rob venne scarcerato fece ritorno in patria per poi morire nel 1734 vicino a Balquhidder, vicino a Loch Lomond. Venne sepolto nel cimitero della cittadina ed ancora oggi si può rendere omaggio alla sua tomba.

 

4) “La sposa di Lammermoor”

Uscito nel 1819, questo romanzo è ambientato in Scozia durante il regno della Regina Anna (1702-1714).

Scott affermò di essersi ispirato ad una storia vera, riguardante il matrimonio di una figlia voluto e forzato dai genitori a discapito dei suoi reali sentimenti. Infatti, la ragazza era innamorata di un altro uomo, appartenente però alla famiglia rivale. Come si può immaginare, la vicenda non avrà purtroppo il lieto fine poiché il profondo disagio della ragazza la porterà alla follia e quindi alla morte.

Dal romanzo “La sposa di Lammermoor” trasse ispirazione Salvadore Cammarano per il libretto di Lucia di Lammermoor (1835) di Gaetano Donizetti.

 

I 7 libri ambientati in Scozia: 5) la “guida turistica” di Robert Louis Stevenson

Nel Writers’ Museum di Edimburgo vi è un piano dedicato a Stevenson, altra figura di rilievo della letteratura scozzese. Famoso per opere come L’isola del tesoro e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, il testo che mi ha ispirato per davvero è Pictoresque notes on Edinburgh pubblicato nel 1878.

Tradotto in italiano da Valeria Bellazzi nel 2016, “Edimburgo. Tre passeggiate a piedi” comprende una raccolta di saggi nella quale l’autore descrive la sua città, i quartieri della Old Town e della New Town con l’aggiunta di ricordi personali, storie e leggende. Che la data di uscita non inganni, gran parte delle indicazioni sono ancora valide ed anzi, permettono di esplorare anche delle zone meno conosciute.

Ad esempio, è grazie a questo libro se mi sono spinto fino ai margini meridionali di Edimburgo per cercare la Caiy Stone, l’unica pietra superstite di un sito funerario risalente addirittura all’Età del bronzo. Inoltre, il luogo su cui sorge probabilmente fu il campo di diverse battaglie a partire dai romani e dai vichinghi.

La Caiy Stone, ubicata nella periferia di Edimburgo

Inoltre, la guida di Stevenson mi ha guidato alla scoperta di altre “chicche” nascoste nelle vie più trafficate del centro medievale della capitale.

Come nel caso della Morocco Land, corrispondente alla parte settentrionale di Canongate e demolita nel 1950. Tuttavia, a ricordo del suo passato, sulla facciata del palazzo adiacente alla Edinburgh School of English è ancora possibile ammirare l’effigie di un Moro con la testa avvolta dal turbante.

Tracce della Morocco Land in Canongate a Edimburgo

Poco distante, alla fine di Jeffrey Street, è ancora visibile la Trinity Apse, ciò che rimane della vecchia Trinity College Church.

Questa fu fondata dalla vedova di Giacomo II e vi fu seppellita dopo la sua morte (1463). La struttura originale venne demolita per far posto alla stazione di Waverley.

I resti della Trinity Apse a Edimburgo a pochi passi dal Royal Mile

Oppure, spostandoci in Victoria Street, è una leggenda metropolitana a farla da padrona. La vicenda riguarda il maggiore Thomas Weir, il quale viveva con sua sorella Jean in una casa vicino a West Bow. I due conducevano una vita misteriosa, caratterizzata da una profonda religiosità, probabilmente eccessiva agli occhi del popolo. Difatti, nel 1670 vennero condannati entrambi per stregoneria, lei venne impiccata in Grassmarket mentre lui venne bruciato vivo nei pressi di Calton Hill. La loro storia ispirò diverse leggende, la più famosa racconta che i due siano stati avvistati più volte mentre, nel cuore della notte, transitavano davanti alla loro casa a bordo di una carrozza “guidata” dal diavolo. Vista l’atmosfera sinistra, successivamente è stato deciso di radere al suolo la loro abitazione.

 

I 7 libri ambientati in Scozia: 6) “Trainspotting”

È il 1993 e Irvine Welsh pubblica “Trainspotting“, un libro che segnerà un’epoca. Lo scrittore, originario di Edimburgo, in particolare del quartiere Leith, dà vita ad un romanzo sia autobiografico che sociale in cui i protagonisti sono i membri di un gruppo di tossicodipendenti della Edimburgo di fine anni ’80.

Le loro vicende e le loro dipendenze vengono raccontate in maniera non lineare e senza fronzoli. Tuttavia, questo è uno dei pochi casi in cui ho preferito il film rispetto al libro. La pellicola, uscita nel 1996 con la regia di Danny Boyle, ha impiegato poco tempo per diventare un cult. Sebbene la storia sia ambientata a Edimburgo, gran parte delle riprese sono state gatte a Glasgow. Fanno eccezione la scena di apertura con la fuga di Renton e Spud, girata in Princes Street e Calton Road, e quella finale, registrata a Londra.

In entrambi i casi, Trainspotting ci lascia un’immagine differente ed insolita di Edimburgo, quella cioè dei suoi bassifondi e di coloro che non riescono ad identificarsi con i valori della società di fine secolo.

 

I 7 libri ambientati in Scozia: 7) “Outlander”

Più o meno negli stessi anni, è il 1991, la scrittice americana Diana Gabaldon il primo romanzo della serie Outlander, destinata negli anni a seguire a vendere oltre 25 milioni di copie.

Il romanzo racchiude diversi generi (storico, fantasy, romantico e d’avventura) e racconta le vicende di Claire Beauchamp, un’infermiera inglese del XX° secolo che si ritrova catapultata nella Scozia del 1743. Sono gli anni della seconda insurrezione giacobita e così iniziano una serie di avvenimenti, tradimenti e salvataggi che la portano a sposarsi col giovane James Fraser. Venendo dal futuro, Claire sa già il destino a cui andranno incontro i seguaci di Bonnie Prince Charlie e così l’obiettivo è di evitare che la battaglia di Culloden del 16 aprile 1746 avvenga.

Nel 2014 ha debuttato l’omonima serie televisiva prodotta dalla Starz. Le riprese sono fatte in terra scozzese e viene dato risalto pure al gaelico. Attualmente la serie tv è stata rinnovata fino alla quarta stagione.

Ho avuto modo di leggere il romanzo “La straniera”, il primo della saga, dopo aver visto la prima stagione. A costo di attirarmi l’antipatia delle sue fan, devo ammettere che ho fatto molta fatica a leggerlo tutto poiché lo stile della Gabaldon non rientra affatto nei miei gusti. E così, seppur apprezzando il gesto di mia mamma che mi aveva regalato anche i due romanzi successivi – “L’amuleto d’ambra e “Il ritornoho dovuto desistere. All’autrice riconosco l’idea del viaggio indietro nel tempo attraverso un cerchio di pietre e l’accuratezza con cui parla della storia e delle tradizioni scozzesi.

Invece, ho apprezzato molto di più la serie tv, davvero molto ben fatta e lodevole per aver incluso nel cast molti attori scozzesi… se potete guardatela in originale, farà tutto un altro effetto.

In ogni caso, quel che certo è che Outlander ha “strizzato l’occhio” alla Scozia, portando ad un notevole incremento del numero di turisti-appassionati curiosi di visitare le diverse location. E così, ne hanno risentito positivamente anche attrazioni che sino a quel momento erano pressoché “sconosciute” ed addirittura a rischio chiusura.

A proposito, in questo blog ho scritto diversi articoli legati ai luoghi che appaiono nella serie tv:

Chi fosse interessato ai libri (e DVD) dell’elenco può acquistarli su Amazon approfittando magari di qualche promozione in corso. A questo punto non vi rimanere che iniziare da quello che vi ispira di più, un viaggio in Scozia che si rispetti inizia anche così 🙂

 

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Info Autore

Stefano, viaggiatore innamorato della Spagna, della Scozia e della Liguria. Se potesse si muoverebbe soltanto in aereo, non potendo allora cerca di camminare il più possibile!

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